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“Una perla per Shlomo”, premiati gli alunni

Per non dimenticare lo sterminio degli ebrei i ragazzi della scuola "Leopardi" si sono impegnati a fondo partecipando con i loro elaborati al concorso indetto dall'Iis Osimo. Premiato il progetto "Una bambina e il suo carillon"

La vincitrice Martina Vatiero con la prof. e Marika Kauffman Venezia (a destra)

OSIMO – Grandi emozioni all’evento legato alla premiazione del concorso “Una perla per Shlomo” a Osimo. Prima nella preparazione dei lavori, poi nell’incontro con Marika Kauffman Venezia, moglie di Shlomo, e infine per le premiazioni dei ragazzi e delle ragazze che si sono distinti con i loro elaborati tra più di 200 lavori a concorso.

Tutto è iniziato quando le classi della scuola secondaria di primo grado “Leopardi” di Osimo hanno deciso di partecipare alla quarta edizione del concorso indetto dall’Iis Osimo “Laeng” “Una perla per Shlomo”, sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. I ragazzi e le ragazze potevano partecipare con poesie, racconti, manufatti e video. Il teatro era quello reale della Shoah, il teatro di Auschwitz, quello della disperazione e dell’annientamento dell’uomo. Poi il teatro della memoria, quello della Perla che si accende per Shlomo, quello delle immagini, dei suoni, delle parole, della musica.

A unire alunni, insegnanti e famiglie, la realizzazione di un pensiero che guarda all’orrore che fu, con l’intento di progettare e realizzare una testimonianza della memoria che guarda all’oggi, al domani. Il messaggio positivo del lavoro è riposto nella luce che si accende all’interno della Perla per Shlomo, un simbolo di speranza per ricordare chi ce l’ha fatta e ha voluto spendere molti anni della sua vita per raccontare il suo dolore, a rischio ogni volta di aprire ferite nascoste nel profondo del proprio cuore. Tutto ciò è il frutto dell’impegno di un’intera classe, con i suoi alunni, i suoi insegnanti, le sue famiglie e le persone che hanno voluto aiutare perché il prodotto risultasse esteticamente corrispondente a chi lo aveva immaginato.

La 3D ha presentato un elaborato di Martina Vatiero, un fumetto di 36 tavole, interamente scritto da lei e illustrato. Una storia molto suggestiva che vede come protagonista una bambina e il suo carillon. Entrambe finiscono in un campo di concentramento e la bambolina del carillon racconta la tristezza e lo sgomento che vede nella bambina. Insieme troveranno una strada verso la “libertà”. La preparazione dei lavori ha visto coinvolti ragazze e ragazzi che si sono documentati con la finalità di realizzare un prodotto che comunicasse con efficacia la loro presa di posizione contro lo sterminio più devastante dell’umanità. Grande il riconoscimento a questa giovane e talentuosa artista in erba che chiamata sul palco ha ben celato l’emozione divertendo il pubblico con la sua spontaneità.

Rilevante l’incontro con Marika Kauffman Venezia che è riuscita a entrare nei cuori dei ragazzi e delle ragazze che hanno ascoltato assorbendo parole, espressioni e sguardi che li hanno portati fisicamente nei luoghi di quell’orrore. Allo stesso tempo alunni e alunne hanno colto il senso della memoria e del fare memoria, l’importanza della testimonianza diretta, con il racconto vivo dalla bocca delle persone che hanno vissuto, seppur indirettamente, delle pagine di storia così importanti.