Attualità

Un college per combattere il disagio giovanile

Il progetto Ama di Osimo nelle parole della pedagogista Annunziata Brandoni, premio Curcio 2014, per il libro “Piccoli teppisti crescono”

CATELFIDARDO – «Ama voce del verbo amare». È questo lo slogan di un progetto ideato per far fronte agli episodi di violenza e bullismo che hanno caratterizzato le cronache degli ultimi giorni. L’iniziativa si propone la prevenzione ed il recupero dei casi di devianza giovanile ed è in lizza per ottenere fondi governativi destinati al contrasto della povertà educativa e del fenomeno dell’abbandono scolastico. Capofila di questa innovativa proposta è l’associazione Ama di Osimo (da qui appunto il nome di Progetto Ama) di cui è presidente Donatella Cenci e referente la pedagogista di Castelfidardo Annunziata Brandoni, premio Curcio 2014 per le attività creative, vinto grazie al libro “Piccoli teppisti crescono”. Insieme ad esse una cordata di associazioni, scuole ed enti pubblici di Osimo, Castelfidardo, Loreto, Recanati Jesi e Monteroberto.

Le premesse da cui muove l’intera iniziativa offrono un quadro preoccupante sulle problematiche inerenti al disagio giovanile: «Ci sono sempre più ragazzi – afferma Brandoni – che a scuola proprio non riescono a stare. Una volta li chiamavano caratteriali o iperattivi, oggi vengono etichettati come alunni Ahdh o con disturbo oppositivo-provocatorio. Ci sono poi i bulli che già dai primi anni di scolarizzazione tendono a sopraffare i compagni percepiti come più deboli; ragazzini violenti che, durante le crisi di nervi, impediscono il normale svolgimento delle lezioni aggredendo i compagni e gli stessi insegnanti, come pure studenti che lo sono solo di nome perchè rifiutano la scuola. Sempre più numerosi sono poi i ragazzi che, invece di recarsi a scuola, gironzolano per le vie del paese e spesso formano delle baby-gang che si divertono a compiere atti di vandalismo e teppismo. Sono minorenni generalmente in età della media e del biennio delle superiori che bevono fumano e fanno sesso».

La scuola, comunque, non «riesce da sola ad affrontare questi problemi, sintomi di un profondo disagio». Da qui l’idea della realizzazione di una struttura parallela all’istituzione scolastica che la supporti nell’affrontare i problemi legati all’insegnamento. A tal proposito un autentico fiore all’occhiello dell’intero progetto sarà il College Nunziatina: «una piccola struttura nella quale i ragazzi a forte rischio devianza possano sia studiare privatamente che avere occasioni per crescere grazie all’interazione con gli educatori e alla frequenza di attività e laboratori» il tutto finalizzato al loro reinserimento nella società

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