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Ubi Banca, il 2018 sarà all’insegna di una «importante crescita»

Il Gruppo lombardo, che ha acquisito banca Marche, ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e consolidato del 2017. Aumentano l'utile e la quota destinata ai dividendi. Accelerazione sullo smaltimento dei crediti deteriorati

Il quartier generale di Ubi Banca a Fontedamo, Jesi
Il quartier generale di Ubi Banca a Fontedamo, Jesi

BERGAMO – Ubi Banca chiude il 2017 con un utile contabile di 690,6 milioni di euro (rispetto a una perdita di 830,2 milioni per UBI “stand alone” nel 2016) ed un utile al netto delle componenti non ricorrenti a 188,7 milioni di euro (rispetto a una perdita di 474,4 milioni per UBI stand alone nel 2016). I risultati consolidati del Gruppo includono le tre banche recentemente acquisite, compresa quindi l’ex banca delle Marche.

Al risultato, si spiega nella nota ufficiale, hanno contribuito i proventi operativi generati dal Gruppo Ubi allargato per 3.578,5 milioni, in crescita di circa 459 milioni rispetto ai 3.119,5 milioni conseguiti da Ubi “stand alone” nel 2016, mentre gli oneri operativi, che non riflettono ancora i risparmi di costo previsti dal Piano Industriale, si sono attestati a 2.427 milioni, in crescita di soli 274 milioni rispetto ai 2.153,5 milioni registrati da Ubi “stand alone” nel 2016, grazie alle azioni di contenimento poste in essere nel 2017. Sulla base di questi dati, il risultato netto normalizzato del 2018, evidenziano sempre da Ubi, è atteso in importante crescita rispetto all’anno precedente.

Guarda la videointervista a Victor Massiah, Consigliere Delegato in UBI Banca

Formalizzata anche – dallo stesso Consiglio di Gestione di Unione di Banche Italiane Spa – la proposta di distribuzione di un dividendo unitario di 0,11 euro alle 1.141.300.266 azioni ordinarie in circolazione (al netto delle azioni proprie riacquistate), pari a un monte dividendi di massimi 125,5 milioni di euro, prelevato dalla Riserva Straordinaria, che verranno presentati per approvazione al Consiglio di Sorveglianza il 6 marzo. La banca ha altresì annunciato un’accelerazione nel piano di smaltimento delle sofferenze bancarie.

Sul fronte del personale, sono circa 3.500 i lavoratori entrati nel Gruppo e provenienti dalle banche acquisite. Nel 2017 sono uscite 1.379 persone, alle quali andranno ad aggiungersene ulteriori 550 nell’anno in corso. Al 31 dicembre 2017, le risorse umane ammontano a 21.414 unità rispetto alle 21.818 del settembre 2017 e le 22.122 del giugno 2017. A fine anno, l’articolazione territoriale nazionale conta 1.838 sportelli, rispetto a 1.881 al 1° novembre 2017 e a 1.948 a giugno 2017.

Ubi Banca è il primo istituto di credito della regione Marche con una rete di 245 sportelli – frutto dell’unione delle vecchie Banca Popolare di Ancona, Banca Marche e Banca Etruria –  e una quota di mercato di circa il 30%.

«Il 2018 ci dovrebbe portare un incremento estremamente significativo della redditività e quindi un’ulteriore realizzazione del Piano Industriale che abbiamo presentato». Lo afferma  consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah. Per l’esercizio in corso, Massiah si attende una «crescita di tutte le variabili piu’ importanti”, dal margine di interesse alle commissioni, all’asset management alle assicurazioni, una ulteriore riduzione dei costi, grazie alla realizzazione degli accordi sindacali e un costo del rischio piu’ basso, con una conseguente riduzione delle rettifiche su crediti, grazie alle azioni adottate sia nel 2017 che con il principio contabile Ifrs9».