Tutelare il suolo e conoscerlo

22 Aprile Giornata della Terra: quest’anno l’iniziativa sarà dedicata alla campagna #salvailsuolo. Nelle Marche oltre il 60% della costa sparita sotto il cemento. E Jesi riscopre il barefooting

JESI – Sconfiggere il degrado ambientale  è l’obiettivo della Giornata Mondiale della Terra che si celebra oggi 22 aprile. La Riserva Ripa Bianca di Jesi oggi pomeriggio accoglierà decine di bambini, famiglie al seguito, per far conoscere la terra appunto, il territorio dell’Oasi. Mappare il territorio, conoscerlo, è sempre stata necessità dell’essere umano che ha sentito il bisogno di rispondere a questa esigenza per vivere meglio la realtà che lo circonda. Alla Riserva di via Zanibelli è tornato a splendere il “barefooting” (inaugurato lo scorso anno) la passeggiata sensoriale a piedi nudi, si tratta di una delle poche realtà del centro Italia. Si cammina scalzi su svariati tipi di terreno (erba, muschio, sabbia, acqua, fango, ghiaia, foglie, fieno, solo per citarne alcuni) in piena sintonia con il rispetto per l’ambiente naturale.

Tutelare il suolo, una delle più importanti risorse naturali del pianeta, essenziale, limitato, non rinnovabile e insostituibile, e proteggere il paesaggio, la biodiversità e i servizi fondamentali per il nostro benessere che dipendono da un suolo in buona salute sono i punti cardine di questa giornata. Ma come ci comportiamo nei confronti della terra? La risposta, allarmante, nei numeri di Legambiente Marche: «Le Marche hanno 180 chilometri di lunghezza, già fortemente provati dagli effetti dei cambiamenti climatici di questi, di cui ben 119,8 sono urbanizzati e spariti per sempre sotto l’edificato, principalmente di complessi turistici, case singole, porti e infrastrutture – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – È necessario ed urgente, quindi, riavviare l’iter legislativo, per cui chiediamo alla Regione di riprendere quanto prima i lavori per l’approvazione di una normativa per governare e tutelare il territorio e fermare il consumo di suolo nelle Marche. Una particolare attenzione va posta all’area costiera, ma anche e soprattutto alle aree colpite dal sisma, vista la delicata sfida che queste stanno vivendo nel riorganizzare comunità, economie e servizi. Il nostro paesaggio e la salvaguardia delle nostre bellezze e delle qualità territoriali sono risorse non rinnovabili che rappresentano un prezioso e fondamentale presupposto per lo sviluppo e per la rinascita in chiave turistico-economica della nostra Regione». In Italia, l’urbanizzazione del territorio ha impermeabilizzato o compromesso, fino al 2015, circa 2,11 milioni di ettari: il 7% del territorio nazionale, pari a circa un sesto della superficie coltivata.  Alla Lombardia compete il “record nazionale” di superfici urbanizzate, stimate al 12,8% del territorio. Per introdurre la legislazione servono un milione di firme entro il 12 settembre prossimo, di cui quelle raccolte finora in Italia sono 22mila, la metà circa del quorum necessario di 54mila solo per il nostro Paese. Oltre a molti circoli in regione, Fermo, Falconara, Urbino, Pesaro, Ancona, Civitanova, Sant’Elpidio, Maceata, Tolentino e San Benedetto, la petizione per salvare il suolo può essere firmata anche online su www.salvailsuolo.it.