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Conferenza mondiale sul turismo enologico con l’università di Macerata

Parteciperà per l'Univmc Alessio Cavicchi, docente di economia e marketing alimentare. Tra i temi della sua relazione, di fronte ad una platea internazionale, le iniziative di collaborazione tra ateneo e imprese marchigiane sul tema

Alessio Cavicchi

MACERATA – Nuovi scenari internazionali per le attività e gli studi svolti dall’Università di Macerata nel campo del turismo connesso ai settori vitivinicolo e agroalimentare. Il World Tourism Organisation delle Nazioni Unite ha, infatti, invitato Alessio Cavicchi, docente di economia e marketing alimentare, come relatore alla prossima conferenza mondiale sul turismo enologico che si terrà a settembre in Moldavia.

Il docente, unico rappresentante italiano, è stato chiamato per raccontare il progetto europeo, da lui stesso coordinato nell’ambito dei corsi di laurea in turismo, “The Wine Lab”, che ha l’obiettivo di creare relazioni virtuose tra università e piccoli produttori delle aziende vitivinicole. L’ateneo potrà confrontare la propria esperienza con quella di altre prestigiose università internazionali di Nuova Zelanda, Australia, Francia, Stati Uniti, Hong Kong.

«Questo invito – commenta Cavicchi – è il risultato del lavoro di squadra portato avanti in questi anni dal nostro ateneo, promuovendo una collaborazione operativa tra università e imprese nei settori vitivinicolo, agroalimentare e del turismo. Questo percorso ha visto crescere iniziative internazionali di valore come la Student Competition sulla Dieta Mediterranea organizzata nel Fermano negli ultimi tre anni, corsi e summer school con studenti stranieri che hanno aiutato a far conoscere il nostro territorio in un momento di crisi, nonché le numerose attività innovative svolte nell’ambito dei progetti europei come The Wine Lab e FoodBiz che vedono coinvolti tanti colleghi, studenti, imprese, associazioni e comuni marchigiani. Il lavoro di Unimc è importante a livello locale, ma allo stesso tempo un pool di nostri ricercatori coordina reti internazionali che stanno portando avanti le stesse attività e gli stessi modelli in diversi paesi europei – Svezia, Ungheria, Austria, Grecia, Croazia, Polonia, tra gli altri – finalizzate soprattutto allo sviluppo delle aree rurali marginali. Infatti, nello specifico, si riconosce che il turismo del vino può essere uno strumento fondamentale per il raggiungimento dei cosiddetti Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite. Perché questi obiettivi non rimangano sogni riportati su freddi documenti programmatici, c’è bisogno di trovare soluzioni operative e strategie condivise di sviluppo territoriale. Probabilmente questo invito è il segno di qualcosa di importante che abbiamo da condividere con tutto il mondo».