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Tecnowind: è il turno di Cardinali

L'ex Amministratore delegato dell'azienda fabrianese che produce cappe fornisce la propria versione dei fatti rispetto a quanto dichiarato dalla Adr, la società che controlla l’azienda

Sede di Fabriano della Tecnowind

FABRIANO – L’ex Amministratore delegato di Tecnowind, Roberto Cardinali, replica all’Adr, società che controlla il 100 per cento dell’azienda che produce cappe aspiranti. Un botta e risposta che potrebbe avere ulteriori strascichi, anche giudiziari.

Uffici della Tecnowind

«L’articolo inviato da Adr oltre che essere pretestuoso è farcito di informazioni non vere, forma una idea distorta tutta orientata ad accusare me quale responsabile delle decisioni assunte da Tecnowind ltd» l’incipit di Cardinali. «Si scrive di affermazioni parziali e non sempre corrette, affermazione falsa in quanto ogni documento ricevuto da Philip (Ad di Tecnowind ltd) è stata condivisa con tutti i soci, con i rappresentanti sindacali, con il pool di banche. Quando dico condivisa, intendo con documenti alla mano. Non esiste nessun dettaglio tralasciato. Evidentemente ogni passaggio è stato condiviso con il nostro advisor».

In merito, poi, alla questione legata al Fondo americano interessato all’acquisto di Tecnowind e secondo Adr con più ombre che luci, Cardinali è categorico. «L’offerta è stata formalizzata correttamente. Dopo la prima offerta non vincolante indirizzata a me e girata a tutti i soci lo stesso giorno, in quanto soggetto contattato, tutti gli altri documenti – offerta vincolante, seconda offerta vincolante in quanto la prima scaduta temporalmente, atto costitutivo della società, documenti dei titolari effettivi e cioè Philip Lyons, Peter Gram, Brandon, comfort letter e altri documenti – sono stati inviati ad Adr e/o direttamente al pool di banche. Faccio presente che questo potenziale cliente mi è stato indicato da un soggetto istituzionale».

L’ex Ad Tecnowind evidenzia come ogni passaggio sia stato condiviso con i soci in tempo reale, «ci sono una quantità di mail notevoli, ma nel mese di settembre, dopo lunga insistenza, ho fatto incontrare gli americani con i rappresentanti di Adr in azienda a Fabriano, dove lungamente hanno parlato del progetto, con una stretta di mano finale». La società che potrebbe acquistare Tecnowind, «non ha sede in un Paese blacklist ed in azienda è stato presente sempre lo stesso team di professionisti e futura proprietà. Personalmente non ho firmato nessun patto di esclusiva, proprio per avere altre possibilità di vendita. Non esistevano – se non una offerta non vincolante di un fondo Spagnolo e assolutamente generica con tempi di verifica impossibili per Tecnowind – altre opportunità. Come possono dimostrare le mie mail le quali sollecitavo i mie soci ad impegnarsi per trovare ulteriori opportunità. Tralascio altri dettagli e da parte mia mi riservo ogni azione».