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“Smart-Age”, quando la tecnologia può portare benessere, aiuto e socialità

Presentato il progetto finanziato dalla Regione Marche che vede in prima linea l'Università Politecnica delle Marche insieme agli Ospedali Riuniti e alla cooperative sociali a favore dei borghi terremotati dell'ascolano

Conferenza 1
Il rettore di Univpm Gregori con Caporossi di Ospedali Riuniti e Revel

ANCONA- Quando la tecnologia e i servizi possono andare nella direzione di benessere, inclusione sociale e invecchiamento attivo. Lo ha spiegato l’Università Politecnica delle Marche nella conferenza stampa di questa mattina (giovedì 29 ottobre) in cui è stato presentato il progetto “Smart-Age” a favore dei comuni colpiti dal terremoto del 2016. Tale iniziativa è finanziata nell’ambito del POR Marche FESR 2014-20120 ed è stata avviata nell’estate scorsa attraverso l’innovazione dei servizi delle imprese sociali.

A presentare la tavola rotonda è stato il rettore di Univpm il Prof. Gian Luca Gregori: «Nel rispetto delle norme sanitarie e del difficile momento proseguiamo con questo progetto di grande importanza. E’ un orgoglio condividerlo con varie figure tra cui la Regione Marche e gli Ospedali Riuniti che ci stanno accompagnando nel percorso. Il nostro aiuto è direttamente ad alcune comunità montane del piceno che sono state colpite oltremodo dal Terremoto che ha causato danni economici e sociali. Come stiamo agendo? Attraverso l’assistenza domiciliare, l’area sociale e un vero e proprio orto sociale seguito con costanza dalle cooperative interessate. Non tralascerei neanche il discorso legato al centro diurno che rappresenta l’integrazione allo stato puro di più attività. Vogliamo salvaguardare con la tecnologia e l’innovazione questi borghi che rischiano di morire. Parliamo di un progetto ad ampia collocazione perchè interessa varie fasce d’età tra cui quella degli anziani, a cui ci rivolgiamo fornendo vari servizi. I risultati sono positivi e incoraggianti spronandoci a proseguire lungo la strada tracciata».

Il direttore dei lavori Gianmarco Revel è entrato nello specifico della progettualità: «L’obiettivo è quello di fornire un riscontro utile in tempi di grandi difficoltà come quelle che stiamo vivendo. Molte aree interessate sono oggetto della pandemia e le tre casistiche dove operiamo (assistenza domiciliare, orto sociale e centro diurno) hanno già dovuto subire modifiche alla loro configurazione. Prima c’era un tentativo di socializzare, adesso dobbiamo convivere con l’esigenza del distanziamento. E non è sempre facile perchè approcciamo con persone molto fragili. Per essere presenti ci siamo attivati attraverso sedi fisiche, abbiamo sviluppato tecnologie molto avanzate con caratteristiche che mettono in risalto livello fisico ed intelligenza artificiale per comprendere il tasso di benessere. La sfida maggiore è fornire servizi che siano personalizzati a tutti gli effetti e che possano rispecchiare modelli prestabiliti di buisness e marketing per rilanciare economia e aziende che operano nei settori su cui siamo impegnati. L’orto sociale è partito e fornisce grandi riscontri, il centro diurno è in partenza nel centro di Ascoli Piceno mentre l’assistenza domiciliare purtroppo è rallentata dal discorso virus. Siamo molto incoraggianti complessivamente e questo ci fa piacere».

Il collegamento in videoconferenza con Carloni (Regione Marche) e la Di Marco (Coop. Lella )

Accanto all’Univpm era presente Ospedali Riuniti, nella persona del direttore sanitario Michele Caporossi: «Non c’è occasione migliore di questa per definire le linee strategiche di questo progetto. In Italia ne partono tanti di questo tipo e la difficoltà resta sempre quella di metterli in scala e portarli ad efficacia pratica di sistema. L’importante è non far rimanere questi progetti come fatti isolati, senza appunto la messa in rete. La telemedicina non deve rimanere un monitoraggio fine a se stesso, deve dare delle differenze, dei modelli. Conduciamo questa indagine insieme all’Univpm perchè riteniamo sia doveroso unire le nostre forze e con i risultati di questa iniziativa procederemo lungo la via della ricerca applicata».

In rappresentanza della Regione Marche ha presenziato l’assessore alle attività produttive Mirco Carloni: «Voglio complimentarmi per questo progetto che taglia trasversalmente il territorio e parla, implicitamente, anche di silver economy che è uno dei tempi più importanti insieme alla biodiversità agricola. Dobbiamo saper coniugare con forza tutto quello che la nostra regione può offrire e metterlo a fattor comune. Siamo chiamati a ridare dignità a marchigiani che sono stati mortificati da vari fattori. Dignità e collocazione sociale a tutte le aree interne».

Tra le cooperative interessate (Lella 2001, Virtus e il Mentore) ha preso la parola anche Silvia di Marco, figura di riferimento nell’ambito della prevenzione e cura del disagio giovanile e familiare: «Questa è un’esperienza importante sotto tanti punti di vista, dobbiamo valorizzare lo stare insieme e il socializzare nonostante le difficoltà di questa pandemia che sentiamo soprattutto in termini di distanziamento. Curando l’orto, ad esempio, si cura anche l’attività fisica ma è un’attività a cui tutti possono accedere. A noi permette di monitorare i parametri vitali e contribuire a quello che dicevo prima. Riscontriamo grande felicità nel sentirsi impegnati da parte dei nostri interlocutori, è un progetto che sta toccando le corde giuste».