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Slc Cgil Pesaro: «Lavoratori del Rossini Opera Festival senza adeguate tutele, chiediamo dignità»

Michele Barile e Andrea Serafini: «Abbiamo chiesto modifiche al contratto, ma i lavoratori sono sotto ricatto. A tecnici, maestranze e artisti sottoposte clausole irricevibili»

PESARO – Riparte il mondo dello spettacolo e i sindacati chiedono tutele per i lavoratori del comparto, soprattutto per il Rossini Opera Festival.

«Finalmente, come da tempo atteso e desiderato, il mondo dello spettacolo riparte – spiegano Michele Barile e Andrea Serafini della Slc Cgil -. Accanto all’avvio del Festival ci si aspettava che il momento pandemico in corso avrebbe portato una sensibilità mutata rispetto a questo particolare settore lavorativo. Ci riferiamo a tutto quel contesto sconosciuto di lavoratori che, con sacrificio e pazienza, ha da sempre permesso la messa in scena della manifestazione che da decenni da lustro alla nostra città, il Rof. Succede infatti che, all’atto della stipula dei contratti di natura privatistica a Tecnici, Maestranze ed Artisti – per lo più partite Iva – vengano sottoposte clausole irricevibili, con carattere di lavoro subordinato, senza però nessuna tutela. A tale proposito la Slc Cgil ha chiesto i primi di maggio un incontro con la direzione del Festival ottenendolo il 6 di maggio. In tale occasione abbiamo chiesto alcune ma importanti modifiche».

Per i sindacati, «vista la particolare condizione pandemica il costo dei tamponi – sia il primo che eventuali seguenti – dovrebbe essere a carico della produzione. Chiediamo che le assenze per Covid, malattia, infortuni, non siano imputabili al lavoratore: dunque possano avere adeguata garanzia di copertura economica senza andare ad aumentare i costi già fissati dalla produzione. Quanto all’obbligo del nudo in scena: a richiesta lasciare la libertà individuale per condividerlo. Infine stralciare dal compenso complessivo il valore economico dei diritti di immagine che gli artisti concedono in esclusiva al ROF. Pensavamo che a fronte delle nostre richieste, considerato che il ROF percepisce contributi economici pubblici, non ci sarebbero state particolari problematiche a fornire le modifiche richiesta per dare dignità ai lavoratori.
Viceversa, abbiamo ricevuto in data 10 maggio una bozza con due modifiche in definitiva quasi irrilevanti, mentre nessuna riguardante quelle da noi proposte, in particolare quelle sulla sicurezza/Covid e sulle altre garanzie richieste.
Va detto che è stato chiesto un secondo incontro con la Direzione del ROF che è stato negato in quanto la stessa non ha ritenuto la SLC CGIL interlocutore delegato a rappresentare i lavoratori. Ad appesantire ulteriormente la situazione, i lavoratori, sotto ricatto, sono stati invitati entro lunedì 24 a sottoscrivere il contratto originario.
Non soddisfatti di quanto avvenuto, giovedì 13 maggio abbiamo chiesto un incontro alla segreteria della Presidenza della Fondazione nonché assessore alla Cultura di Pesaro, un incontro di cui ad oggi non abbiamo avuto riscontro.
È nostra intenzione fermare con ogni mezzo il ricatto che le persone interessate stanno subendo».