Continuano gli incentivi Citroen
Continuano gli incentivi Citroen
Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Siria, la guerra non è iniziata martedì

Asmae Duchan, marchigiana di nascita e siriana di origini, parla della guerra in Siria. Giornalista freelance e scrittrice, l’italo-siriana residente a Rosora scrive per Panorama, Il Fatto Quotidiano, Antimafia2000 e Tellus Folio

ROSORA – «In Siria sono più di sei anni che vengono violati i diritti umani. La guerra non è iniziata l’altro ieri». Così Asmae Duchan, giornalista italo-siriana residente a Rosora, comune della Vallesina, sul conflitto in Siria che mercoledì scorso è tornato a far parlare di questa guerra con il bombardamento chimico nella provincia settentrionale di Idlib. Eppure le Nazioni Unite dal 2013 hanno smesso di contare i bambini morti in Siria, all’epoca erano circa 11mila.

Asmae, tu se nata qui. Come vivi questa guerra?
«Provo un lutto, continuo, nel cuore. Sei anni di guerra hanno distrutto una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. I bambini siriani non vanno a scuola da sei anni, non giocano da sei anni, non vivono con spensieratezza da sei anni e la comunità internazionale non sta facendo nulla».

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
«Viviamo in uno stato di diritto, possiamo scegliere di farci governare da chi ripudia la guerra ma la ripudia davvero. Non da chi poi stringe le mani ai dittatori o firma accordi. E poi informiamoci: finché facciamo finta di non sapere o qualcosa non ci viene raccontato, tutto ci scivola addosso. Scegliete cosa leggere, cercate le notizie».

Come giornalisti, come possiamo tenere alta l’attenzione su quello che succede in Siria?
«Ciò che non racconti non accade, è una legge tacita del nostro lavoro. Parliamone, raccontiamo sempre senza seguire l’emotività. Questa guerra ha provocato 5milioni di profughi e 9milioni di sfollati interni, come giornalisti non dobbiamo omettere nulla, come cittadini non dobbiamo cadere nel rischio di assuefarci o di perdere l’interesse».

Asmae Duchan gira tutta l’Italia per raccontare la sua Siria, per parlare di pace e portare la testimonianza della sua terra. Domenica 9 aprile sarà a Jesi a Palazzo Bisaccioni (Piazza Colocci) alle 17.30 con un incontro dal titolo “Siria, la cultura sotto le macerie”.