Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Siccità, continua l’emergenza nel fanese: aumenta l’immissione di acqua di pozzo nel Canale Albani

La Regione Marche, nonostante la formale richiesta del Sindaco Massimo Seri, non ha concesso la deroga per il rilascio del deflusso minimo vitale al Canale Albani

Siccità: aumentata l'immissione di acqua di pozzo dal Canale Albani
Siccità: aumentata l'immissione di acqua di pozzo dal Canale Albani

FANO – Prosegue la crisi idrica iniziata i primi del mese e certificata dall’ordinanza emessa prima dalla provincia e poi dallo stesso comune di Fano. Purtroppo i brevi temporali che hanno fatto capolino negli ultimi giorni hanno cambiato poco o nulla la situazione che continua a rimanere critica.

Al riguardo, su richiesta dell’Ufficio Ecologia Urbana del Comune di Fano, è stato attivato a partire dal 24 giugno, grazie alla disponibilità e alla collaborazione di ASET Spa, il pozzo per l’immissione programmata di quantitativi d’acqua (non potabile) nel Canale Albani.

In questo modo, nonostante le elevate temperature e le scarse precipitazioni, è stato fino ad oggi possibile garantire il ricambio e l’apporto di ossigeno all’acqua del canale al fine di garantire il benessere della fauna e di evitare i disagi che si sono verificati ciclicamente negli anni passati.

Tuttavia il prolungarsi della straordinaria siccità di quest’anno rende ormai insufficiente il mezzo milione di litri immessi settimanalmente e per questo motivo a partire dal 26 luglio e per l’intera settimana l’immissione sarà aumentata a circa tre milioni di litri. Un intervento necessario per garantire in particolare la qualità dell’acqua ma anche, in qualche misura, un apporto quantitativo al canale.

Purtroppo infatti, la Regione Marche, nonostante la formale richiesta del Sindaco Massimo Seri, non ha concesso la deroga per il rilascio del DVM (deflusso minimo vitale) al Canale Albani, rendendo quindi necessaria un’autonoma iniziativa dell’amministrazione fanese al fine di scongiurare i disagi registrati in passato e i rischi igienico-sanitari ad essi correlati.

A destare preoccupazione continua ad essere anche il livello del fiume Metauro calato sensibilmente a causa della riduzione drastica delle precipitazioni; il tratto fornisce infatti acqua potabile a Fano, a Pesaro e a buona parte della provincia.

Vale la pena ricordare che, su tutto il territorio comunale, è vietato il prelievo di acqua derivata dal pubblico acquedotto per l’irrigazione e annaffiatura di orti, giardini e prati, con eccezione dei giorni di lunedì e giovedì, dalle 22 alle 24; per il lavaggio di cortili e piazzali; per il lavaggio privato di veicoli a motore; per il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e per tutti gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale.

Eventuali violazioni all’ordinanza, possono essere sanzionate dalla polizia locale con verbali che vanno dai 25 e i 500 euro, multa che sarà imputata in solido anche a chi risulterà avere titolo per disporre legittimamente del luogo o dei siti dove tali inadempienze saranno riscontrate.