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A settembre si torna a scuola: «Serve serenità psicologica per affrontare la ripartenza»

Riccardo Rossini, preside e presidente dell'Anp Marche: «L’augurio è che questi mesi che ci separano dalla ripartenza ci diano una serenità psicologica per iniziare l’anno scolastico. Anche se sono convinto che alle prime influenze stagionali la tensione diventerà massima... Cerchiamo di cogliere gli insegnamenti di questi mesi»

Una scuola sicura e in presenza a settembre; è quello che hanno chiesto in molti in questi mesi ed è quello che si è concretizzato poco fa a seguito della conferenza Stato-Regioni con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il ministro all’Istruzione Lucia Azzolina che hanno incontrato gli amministratori locali. Si ritorna in classe il 14 settembre. Era il 5 marzo quando le scuole venivano chiuse in tutta Italia causa coronavirus.

Sulla questione è intervenuto anche l’Ordine degli Psicologi delle Marche e l’Anp Marche, l’Associazione Nazionale dei dirigenti scolastici e delle alte professionalità della scuola.

«Riteniamo essenziale una riorganizzazione della scuola in presenza perché essa rappresenta non solo istruzione, promozione della cultura e formazione – ha detto il presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche Katia Marilungo -. L’esperienza scolastica infatti è anche un momento cruciale per la vita di bambini e giovani che si approcciano alle relazioni, al confronto con i pari, all’individuazione e strutturazione della propria personalità, nella creazione di un loro spazio sociale diverso dalla famiglia. Per ciò che concerne la didattica a distanza occorre fare alcune considerazioni per utilizzare al meglio quello che questa esperienza ci ha insegnato».

Il presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche Katia Marilungo

«Dobbiamo riconoscere il grande impegno dei docenti nel trasformare la didattica per continuare a garantire l’istruzione e la presenza della scuola seppur a distanza – ha detto -. Tuttavia, se dovessimo fare un bilancio nel rapporto tra rischi e benefici della didattica a distanza, che sarebbe più opportuno chiamare tele-didattica, (Tele dal greco τηλε- cioè “lontano”), dobbiamo rilevare più criticità: infatti solo dove si sono verificate le condizioni ottimali (presenza di device personali, supporto genitoriale, consapevolezza digitale) si è potuto constatare la sua utilità per tamponare situazioni di emergenza». Secondo la presidente Marilungo infatti «nella maggior parte dei casi si è vista una delega quasi totale dell’istruzione alle famiglie, dove i genitori si sono improvvisati insegnanti. Purtroppo questo ha posto gli studenti in condizioni non eque penalizzando chi proveniva da condizioni economiche e sociali svantaggiate, bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali, Dsa, disabilità, con conseguente alto rischio di futura dispersione scolastica e perdita delle motivazioni all’approccio allo studio e alla formazione. Inoltre si sono accentuate condizioni di chiusura relazionale, alterazione dei livelli di attenzione, concentrazione, stanchezza, cefalea, disturbi del sonno».

«Il tempo dedicato al video – ha concluso la dottoressa Marilungo – non può essere lo stesso che viene utilizzato in presenza ma deve essere di molto inferiore. Sono da considerarsi infatti i rischi legati all’iper-coinvolgimento digitale che non riguardano solo la dipendenza ma anche rischi legati all’uso inconsapevole della Rete, dal grooming per i più piccoli fino alle challenge per gli adolescenti. Non meno importante l’elevato stress a cui gli insegnanti sono stati sottoposti che ha provocato un aumento di disagio psicologico e disturbi psicosomatici anche legati al sovraccarico di lavoro».

Sulla questione è intervenuta anche la delegata per la psicologia scolastica Federica Guercio: «La funzione della scuola non può essere quella di dare informazioni con i mezzi tecnologici avanzati ma bisogna anche accompagnare, sostenere e aiutare i bambini e i ragazzi nel loro percorso di sviluppo personale, stimolando curiosità verso il mondo e fiducia nelle proprie capacità. Qui la crisi ci ha dato un grande insegnamento che dobbiamo cogliere. Le crisi sono acceleratori di cambiamenti e la didattica deve cambiare: per i preadolescenti e adolescenti, per esempio, nuovi apprendimenti dovranno essere saggezza e consapevolezza digitale, capacità di reperire e integrare la complessità delle informazioni che si trovano in rete, ma anche capire come rielaborarle e distinguere le informazioni vere dalle fake».

«In tutto questo quadro emerge quindi chiaramente quanto sia prezioso disporre di un servizio di psicologia scolastica all’interno degli istituti che è molto importante nell’intercettazione precoce del disagio impedendone la cronicizzazione; è stato infatti un errore interrompere tutta l’attività di prevenzione e promozione della salute psicologica – ha concluso Guercio -. Fare dei gruppi di classe virtuale per condividere l’esperienza emotiva di ciò che stavano vivendo bambini e ragazzi a svantaggio di qualche ora di didattica avrebbe aiutato a gestire le emozioni negative e reso più semplice la ripartenza. Alcune scuole, anche su nostra indicazione hanno mantenuto saggiamente lo sportello di ascolto e il confronto con gli psicologi».

Riccardo Rossini, presidente dell’Anp Marche

«Il ritorno alla normalità sarà senza dubbio positivo – ha commentato il presidente dell’Anp Marche e preside del Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro Riccardo Rossini –. In questi mesi abbiamo resistito e abbiamo dato un segno di resilienza con la didattica a distanza che è stato uno strumento efficace che ha permesso di mantenere il contatto tra studenti, docenti e scuola e che ha rivelato come molti studenti abbiano avuto maggiore spigliatezza e una verve diversa dietro a uno schermo; ecco quindi guardiamo anche i lati positivi di quanto avvenuto in questi mesi».

Sulla ripartenza a settembre senza dubbio non sarà possibile ripensare le aule e gli spazi ma si dovrà ripensare l’organizzazione. «Mi sembra evidente che non c’è assolutamente tempo per costruire nuove scuole in due mesi – ha incalzato il preside Rossini -. Sarà infatti impossibile trovare spazi aggiuntivi perché andare a fare lezione in teatro o in palestra non è una soluzione e quindi archivierei la condizione strutturale mentre lavorerei sull’organico con turnazioni mattiniere e pomeridiane. È importante poi che le connessioni siano stabili e che lo sia altrettanto la strumentazione quindi dobbiamo dotare di strumenti adeguati tutti gli studenti che in questi mesi hanno avuto invece delle mancanze. Ecco per questo tipo di intervento tre mesi sono sufficienti e quindi lavoriamo in questa direzione».

Ma come sarà la scuola di settembre? «L’augurio è che questi mesi che ci separano dalla ripartenza ci diano una serenità psicologica per iniziare l’anno scolastico – ha concluso il presidente Rossini -. Sappiamo che non sarà completamente così ed è evidente che sarà una scuola diversa come sono convinto che alle prime influenze stagionali la tensione diventerà massima. Cerchiamo di cogliere gli insegnamenti e l’esperienza di questi mesi e non facciamoci trovare impreparati quando sarà il momento di ripartire».