Settembre: è tempo di fare l’orto! 10 consigli per iniziare

Fare l'orto fa bene sia al fisico che alla mente ed è un'attività alla portata di tutti. Basta iniziare seguendo alcune dritte... Ecco il decalogo per l'aspirante giardiniere

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L'Orto del Sorriso, a Jesi in via Calabria 47

Sta arrivando l’autunno. Per l’orto è quasi ora di preparare il terreno e iniziare a concimare, attività che raggiunge il suo massimo alla fine della stagione autunnale.

Fare l’orto fa bene, in molti lo pensano. Ci porta a stare all’aria aperta, è un’attività fisica, abitua a cogliere i frutti dei propri sforzi. I sostenitori dell’ortoterapia lo considerano anche “un modo per trasformare la mente”: lo scrive la traduttrice ed esperta di orti e giardini Pia Pera (nomen omen?) autrice di Giardino&Ortoterapia. Coltivando la terra si coltiva anche la felicità. Secondo la scrittrice prendersi cura dell’orto è prendersi cura di se stessi: “tra le piante si prova la sensazione di avere trovato con estrema facilità il nostro posto nel mondo”.

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L’Orto del Sorriso, a Jesi in via Calabria 47

Si tratta anche di un’attività alla portata di tutti: scavare una buca, potare, seminare, annaffiare sono lavori che tutti possiamo apprendere. In un pezzetto di terra, ma anche solo su un balcone o un davanzale.

Ma da dove iniziare? Ecco di seguito un decalogo dell’aspirante giardiniere (senza pretesa di esaustività). Le 5 W del giornalismo (Who? What? Where? What? Why?) servono anche nel giardinaggio…

1) Where? Da dove inizio? Dal dove, per l’appunto. L’orto dev’essere esposto alla luce per la maggior parte del tempo (almeno 6-8 ore di sole al giorno). Banditi quindi il lato nord della nostra abitazione o gli spazi troppi ombreggiati. Ma non per tutte le colture! Alcune si accontentano della “zona d’ombra”: tra queste lattuga, cicoria, rucola, ma anche spinaci, finocchi, carote, aglio, cavolo rapa e frutti di bosco. Tra le piante aromatiche salvia, menta, timo e prezzemolo.

2) Se proprio non avete posto in casa, ci sono sempre gli orti condivisi, pratica di agricoltura sociale. Molte grandi città (Milano, Napoli, Torino) hanno orti comunali lavorabili pagando l’affitto o occupandosi della manutenzione. Ma non mancano nemmeno gli orti di quartiere, creati dal Comune o da enti ed associazioni. Basta litigi nelle assemblee condominiali: da oggi si semina e si raccoglie insieme!

3) What? Come lo chef per i suoi piatti gourmet, anche l’aspirante giardiniere ha bisogno di ingredienti, materiali e attrezzi. Non devono mancare strumenti manuali come zappa, vanga e rastrello, insieme a una vicina fonte d’acqua. Diversa dalla vanga è la forca da vangatura o forca foraterra: a differenza della vanga smuove la terra e rompe le zolle senza rigirarle. Per questo è spesso più usata nel biologico.

4) Ma cosa coltivo? Il mese di settembre è alle porte. Le piante da semina in questo periodo sono bietole, carciofi, cavoli e carote tra gli ortaggi. Ma anche erbe aromatiche come basilico e prezzemolo.

5) Who? A volte ci possono essere visite indesiderate, nella vita come nell’orto. Erbe infestanti e parassiti potrebbero vanificare i nostri sforzi, soprattutto in primavera ed estate. Ma la regola d’ordine è non arrendersi. I puristi dell’orto biologico strappano l’erbaccia a mano o con la zappa. Ma prevenire è meglio che curare: per questo c’è la pacciamatura. Niente di più, niente di meno che coprire il terreno che circonda le nostre piante. Con teli, ma anche paglia, foglie secche o mulching (frammenti d’erba sminuzzata).

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L’Orto del Sorriso, a Jesi in via Calabria 47

Presenze più fastidiose sono grillotalpa, lumache e formiche. Armatevi di trappole, ma anche erbe secche aromatiche repellenti (lavanda, menta, aglio). Le formiche temono il macerato di menta, prodotto naturale, ma potente.

6) When? Quando volete! Si può iniziare a coltivare in ogni momento dell’anno, anche se ad ogni stagione corrispondono precisi lavori. I prossimi mesi, settembre, ottobre e novembre, sono quelli più giusti per cominciare a lavorare il terreno, a muoverlo e ossigenarlo, prima di piogge e gelate invernali.

7) Why? Per coltivare… bellezza! Con le parole di Pia Pera: “Creare un giardino, forse, è un modo di arginare il senso di impotenza di fronte a forze troppo spesso soverchianti, portare una testimonianza tangibile a esorcizzare il concetto di utopia. Dando a se stessi la possibilità di assaporare la gioia sommessa generata dal legame intimo con un luogo”.

8) Per coltivare… prodotti a (k)m zero. Dal giardino (o persino dal balcone) alla tavola. Genuinità, risparmio e soddisfazione saranno le vostre parole chiave. Una curiosità: da una start-up canadese, O Garden Smart, è nata anche la possibilità di creare un orto da salotto: un terreno ricavato da un mobile dimensione acquario, per avere frutta e verdura…a cm zero!

9) Per coltivare… solitudine o relazioni, a vostro piacimento. L’orto ci porta al confronto con gli altri: su tecniche e trucchetti del mestiere. Ma anche per raggiungere insieme un obiettivo comune, come si fa negli orti sociali e nell’ortoterapia. Per chi però preferisse restare in compagnia dei soli suoni della natura, l’orto è anche questo: isolarsi senza chiudersi. Ascoltare se stessi in connessione col mondo.

10) Come? Prima di vestirla, la terra va “denudata”. Zappa alla mano, via sassi, radici e strati d’erba. Bene, abbiamo preparato il terreno, ripulendolo. Ora deve diventare soffice e permeabile, arandolo e dissodandolo con la vanga. Ma il terreno va anche nutrito: è infatti il momento di ricorrere al concime. Una buona idea può essere autoprodursi il concime, usando letame di animali, ma anche scarti di cucina o del prato, per fare il compost in modo economico ed ecologico. Dal letame nascono i fior… e non solo!