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Caso Predieri, la vittima delle violenze: «vittoria per tutte noi»

All’epoca dei fatti Alessia aveva 16 anni: «Sono stati otto anni di inferno e Jessica può ancora essere salvata»

La mamma e la vittima delle violenze, Alessia Chiarenza

SENIGALLIA – Sulla sentenza del processo Predieri è intervenuta anche la vittima degli abusi. Alessia Chiarenza ha deciso che ormai era tempo di uscire allo scoperto, di tirar fuori tutto il suo dolore per una vicenda che ha scosso l’intera città.

A due giorni dalla condanna del suo ex fidanzato – quando all’epoca dei fatti, il 2011, lei aveva appena 16 anni, lui 24 – la ragazza ha trovato la forza di commentare quanto stabilito dalla corte d’Assise di Ancona.

«Sono stati otto anni infernali per me – ha dichiarato – e il fatto che gli abbiano dato otto anni e sei mesi, nel mio cuore, è come se fosse stato condannato a subire tutto quello che ho subito in questi lunghi otto anni.

Le famiglie Chiarenza e Bertolini

Io sono stata salvata dall’amore, la mia famiglia, e voglio dirlo a tutte le ragazze che non hanno avuto il coraggio di parlare, anche a Elisa, questa vittoria è anche per lei, per Sandra e Marco, è una vittoria per tutti noi, anche se non è stata riconosciuta la riduzione in schiavitù».

«Bisogna avere il coraggio di denunciare – ha continuato Alessia Chiarenza – nonostante si debba affrontare un calvario che non auguro a nessuno, alla fine giustizia è stata fatta, anche se solo in parte. L’amore ha vinto contro quel mostro e spero che Jessica un giorno si possa rendere conto che lui le sta facendo vedere un film che non è la realtà. Lei può essere ancora salvata, la speranza non dobbiamo perderla, perché quando lei si staccherà da lui potremo farcela».