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A Senigallia si discute dell’accoglienza e delle tutele dei minori stranieri non accompagnati

Come affrontare la tematica dell'integrazione e accoglienza di bambini e ragazzi stranieri che non hanno alcun adulto al loro fianco? Quali risposte può dare la rete di strutture che opera in Italia e nelle Marche? Questi i temi della due giorni prevista per il 12 e 13 ottobre

Minori portati all'estero

SENIGALLIA – Sono 287 i minori stranieri non accompagnati (MSNA) che sono presenti nella regione Marche. Nel 92% dei casi l’età è compresa tra i 15 e i 18 anni e la maggior parte è di sesso maschile (74%)*. Caratteristiche queste che impongono una seria riflessione sul fenomeno della migrazione a livello regionale, con un focus specifico appunto sui minori non accompagnati, per ragionare sulle strategie di accoglienza, di integrazione, di orientamento e formazione, nonché sul loro corretto inquadramento ai fini delle tutele giuridiche e sanitarie. E’ questo il tema della due giorni di formazione che si terrà a Senigallia, presso la biblioteca comunale Antonelliana, il 12 e 13 ottobre.

«Siamo in presenza di un fenomeno – spiega Ettore Fusaro, referente immigrazione di Fondazione Caritas Senigallia – che coinvolge circa 20mila minori stranieri non accompagnati in tutta Italia, numeri che quindi impongono di ragionare sulle tutele giuridiche e legali nei confronti dei ragazzi e delle ragazze che giungono nel nostro paese e di adattare al meglio la nostra strategia di accoglienza. Nelle Marche parliamo di circa 290 msna, per la maggior parte tra i 16 e 17 anni, quindi prossimi a entrare nella fascia adulta senza avere alcuno strumento».

Il problema dell’accoglienza non si risolve infatti affidando il minore alle strutture presenti nel territorio regionale: in collaborazione con l‘Osservatorio delle Politiche Sociali della Regione Marche sono state individuate complessivamente 69 Comunità (comunità familiari, educative, alloggio per adolescenti, case famiglia) che operano nel territorio regionale.

Il 61% dei msna proviene dai paesi africani e per il restante 39% dai paesi asiatici o dall’est Europa: è anche in aumento il numero di ragazze (soprattutto nigeriane) che arrivano in Italia, con un alto rischio di essere vittime di tratta degli umani o di essere sfruttate per la prostituzione sulle nostre strade.

«La sfida – continua Fusaro – è quella di inquadrare correttamente i giovani perché molto spesso rimangono in queste strutture per un tempo brevissimo, parliamo di pochi mesi, in cui è difficile dare gli strumenti adatti. Al compimento dei 18 anni sono costretti a lasciare le comunità per minori senza però essere in grado di inserirsi nel mondo del lavoro, senza tutele».

A Senigallia si parlerà dunque di temi molto importanti, delicati e complessi, perché in gioco subentrano aspetti giuridici, sanitari, psicologici, linguistici, legali a cui solo una rete ben collaudata di enti, tribunali, associazioni, comunità può dare risposte adeguate. È il terzo appuntamento di una serie di incontri promossi sul tema dei migranti ogni anno: mentre nel 2015 si era parlato di accoglienza in generale, nel 2016 si era affrontato proprio l’argomento delle giovani straniere non accompagnate vittime della tratta di esseri umani.

Il corso, dal titolo “Minori stranieri in Italia – Salute, tutela e inserimento sociale”, è organizzato dalla SIMM (Società italiana di medicina delle migrazioni) e dal GrIS Marche, e gode del patrocinio del Comune e del progetto SPRAR Senigallia, di Caritas Marche, Area Vasta 2 Asur Marche, Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Ancona, Associazione nazionale educatori professionali, associazione Fatto e Diritto di Ancona e Poliarte Accademia delle belle arti.

Le iscrizioni alle due giornate, che danno diritto a 15,6 crediti ECM (Educazione Continua in Medicina) per tutte le professioni sanitarie e per un numero massimo di 50 partecipanti, sono aperte fino al 9 ottobre e rivolte alle professioni sanitarie, appunto, al personale amministrativo, agli assistenti sociali, agli operatori socio-sanitari delle strutture pubbliche, del privato no profit e del volontariato.

Si comincia giovedì 12 ottobre alle 8.30 con la moderazione di Ettore Fusaro, referente immigrazione di Fondazione Caritas Senigallia, e si parlerà di accoglienza dei minori stranieri, accompagnati e non, dell’accoglienza dei minori tramite SPRAR (sarà presente Giulia Andreoli, del Servizio centrale SPRAR), del profilo medico del bambino migrante, delle difficoltà nell’identificazione dell’età del minore straniero e degli aspetti giuridici (diritti) relativi ai minori.
Sempre giovedì, nel pomeriggio, con la moderazione della dottoressa Stefania Pagani, dirigente medico Area Vasta 2, l’incontro verterà sul disagio psicologico e sociale dei minori, dei cosiddetti “orfani bianchi”, figli dell’addio e del silenzio, dei disturbi psichiatrici dei minori migranti e delle migliori terapie per attuare un’accoglienza che protegga e includa i bambini.

Venerdì 13 ottobre la mattina la dottoressa Margherita Angeletti modererà gli interventi di alcuni pediatri sul tema dell’accoglienza dei bambini e degli adolescenti migranti e rifugiati, con la proposta di una pediatria transculturale e l’analisi del complesso rapporto tra pediatra e bambino straniero.
Nel pomeriggio, moderati da Francesca Spaziani, operatrice socio-umanitaria della cooperativa Il Faro, interverranno relatori sulle seconde generazioni e il problema dell’identità culturale, sull’interculturalità e l’inserimento nella scuola, sulla gestione della quotidianità nell’accoglienza, con testimonianze di esperienze reali delle realtà associative locali e nazionali.

Per iscrizioni www.simmweb.it, gris.marche@simmweb.it o 334 8141568.

 

* I dati sono tratti dalla relazione annuale 2016 del Garante per l’infanzia e l’adolescenza delle Marche