Nolfi di Fano e Raffaello di Urbino, Carloni: «La Provincia doveva vigilare prima»

Il consigliere regionale presenta un'interrogazione sulla chiusura dei due edifici. «Le verifiche sismiche dopo il terremoto avevano dato parere positivo, ora ci dicano la verità»

L'istituto Nolfi ex Carducci di Fano
L'istituto Nolfi ex Carducci di Fano

PESARO – Scuole chiuse, l’interrogazione per capire se ci sono responsabilità. La notizia della non agibilità del Nolfi di Fano e del Raffaello di Urbino, a pochi giorni dall’inizio delle scuole, crea apprensione. Le verifiche sismiche e statiche non sono state superate dagli edifici. Quindi 2000 tra studenti, personale docente e Ata frequenterà la scuola in moduli temporanei che la Provincia dovrà trovare da qui a pochi giorni.

Il consigliere regionale Mirco Carloni vuole vederci chiaro. «Quella del Nolfi di Fano e del Raffaello di Urbino è una situazione gravissima per 2000 famiglie. La responsabilità di quanto accaduto è solo della Provincia che ora ha il dovere di trovare una adeguata soluzione senza scaricare le conseguenze di quanto accaduto sugli studenti. Sono inaccettabili le parole dell’attuale presidente della Provincia Paolini che in un’intervista dice «se non sono crollati gli edifici finora, siamo stati fortunati». Chi riveste ruoli importanti come il suo ha il dovere di vigilare, programmare ed intervenire e non certamente quello di affidarsi alla fortuna. Sto raccogliendo la grande preoccupazione ed apprensione di centinaia di studenti ed insegnanti che, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, ancora attendono di conoscere come e dove potranno andare a lezione tra pochi giorni. La Provincia si adoperi immediatamente per trovare la migliore soluzione raccogliendo le esigenze di tutti i soggetti interessati e senza far ricadere sui ragazzi le responsabilità di una politica sbagliata».

Mirco Carloni

«Ho presentato un’interrogazione in consiglio regionale per fare chiarezza su quanto accaduto a cominciare dal perché nel 2016, a seguito delle verifiche effettuate dopo i drammatici eventi sismici che hanno colpito le Marche, la Provincia aveva dichiarato la piena agibilità degli edifici. Occorre ricostruire i fatti e chiarire come sono andate davvero le cose, facendo piena luce sulle responsabilità. Non si può continuare con l’improvvisazione rincorrendo solo le emergenze, ma occorre una programmazione pluriennale chiara nei tempi e certa nei finanziamenti per tutti gli interventi da realizzare nelle scuole della nostra provincia».