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Sassoferrato, Sifa Technlogy dona un defibrillatore

Il sindaco Maurizio Greci: «L'apparecchiatura, fondamentale e indispensabile, sarà posizionata all'interno della scuola dell'infanzia Giovanni Rodari della nostra città»

SASSOFERRATO – La Sifa Technlogy srl di Sassoferrato dona un defibrillatore per il primo soccorso. «L’apparecchiatura, fondamentale e indispensabile, sarà posizionata all’interno della scuola dell’infanzia Giovanni Rodari della nostra città», annuncia il sindaco Maurizio Greci.

Ancora un grande gesto di vicinanza al territorio, generosità e solidarietà da parte della Sifa Technlogy di Sassoferrato. L’azienda donerà infatti al comune di Sassoferrato un defibrillatore per il primo soccorso, a servizio della comunità, che verrà collocato, di comune accordo, all’interno dei locali della scuola dell’Infanzia “Giovanni Rodari”.

Nei giorni scorsi il legale rappresentante pro–tempore della ditta Simone Latini ha firmato insieme al primo cittadino sentinate l’apposito atto di donazione dando così il via alla procedura. Il sindaco Maurizio Greci, anche a nome di tutta la giunta comunale, ha espresso i più sinceri sentimenti di gratitudine all’azienda «per questo gesto di profondo altruismo e solidarietà a favore della comunità sentinate e per l’attenzione rivolta in particolare ai nostri ragazzi. Sebbene la speranza sia quella di non doversi mai trovare nella situazione di impiegarlo», ha dichiarato Greci. «La presenza di un dispositivo di primo soccorso così importante nell’ambiente in cui vivono i bambini tutti i giorni, significa senz’altro una grandissima sicurezza e un notevole aiuto per la scuola e per la comunità», ha concluso il primo cittadino di Sassoferrato.

Non è il primo gesto di solidarietà che vede protagonista l’azienda di produzione strategica a livello nazionale e internazionale, con sede a Sassoferrato. Come molte realtà produttive italiane, vista la forte emergenza legata al Covid-19, anche la Sifa si è sentita chiamare in causa durante i momenti critici legati alla prima ondata. E grazie alla propria filiera e, soprattutto, grazi al know how, aveva deciso di affiancare alle normali produzioni anche quella delle mascherine come Dpi, chiedendo aiuto alla Marester sempre di Sassoferrato, azienda di manifattura italiana specializzata nella produzione di capi in pelle, montone, pelliccia e cachemire, a cui affidare la cucitura dei propri materiali.