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Sanità privata, presidio dei sindacati a Fermo: «Da 14 anni in attesa del doveroso rinnovo contrattuale»

Si preannuncia anche lo sciopero nazionale. «I cittadini fermani devono sapere che il gap stipendiale di questi lavoratori si aggira, in base alle diverse figure professionali, da 200 a 400 euro mensili» ha spiegato il segretario locale della Cisl Fp Donati

Il presidio dei sindacati davanti alla Prefettura di Fermo

FERMO – Questa mattina la CISL FP, la FP CGIL e la UIL FPL di Fermo, come avvenuto in tutto il territorio nazionale, hanno organizzato un presidio davanti al palazzo della Prefettura per chiedere lo sblocco di una situazione definita «paradossale» a danno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata. Destinatari della manifestazione sono le associazioni datoriali AIOP e ARIS che «stanno negando il dovuto e legittimo rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro».

«Una decisione irresponsabile quella delle parti datoriali della sanità privata di AIOP ed ARIS che, dopo aver sottoscritto lo scorso 10 giugno la pre-intesa per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro dei loro operatori sanitari e dipendenti con le organizzazioni sindacali, hanno smentito loro stessi rifiutando di firmare l’accordo definitivo – spiega Giuseppe Donati, segretario della CISL FP fermana -. In provincia esiste una struttura AIOP che è la Casa di Cura Villa Verde – struttura privata convenzionata con il SSR – che nel suo organico ha operatori sanitari e dipendenti amministrativi che da ben 14 anni attendono il doveroso rinnovo contrattuale. Nel caso di Villa Verde, addirittura il suo amministratore delegato ricopre anche il ruolo di presidente AIOP Marche e invece di tutelare e ricompensare il personale, che anche nella recente emergenza Covid ha dato un contributo importante dimostrando professionalità e abnegazione non senza registrare contagiati tra gli operatori, AIOP Marche insieme ad ARIS hanno condiviso il vergognoso voltafaccia delle loro Associazioni nazionali».

Oltre al personale di Villa Verde, ad essere interessati al rinnovo mancato del CCNL sono parte dei lavoratori della Casa di Riposo Sassatelli e della Comunità di Capodarco in quanto utilizzatori del contratto sanità privata. «I cittadini fermani che utilizzano i servizi di Villa Verde o vorrebbero farlo, devono essere a conoscenza che i professionisti sanitari e amministrativi che li assistono sono gravemente sottopagati rispetto ai colleghi della sanità pubblica – incalza Donati -. I cittadini fermani devono sapere che il gap stipendiale di questi lavoratori si aggira, in base alle diverse figure professionali, da 200 a 400 euro mensili».

«AIOP ed ARIS sono imprenditori “con il paracadute” perché all’inizio di ogni anno introitano milioni di euro dalle Regioni che attraverso le convenzioni, permettono arricchimenti a doppia cifra ai proprietari mentre i propri dipendenti da 14 anni si vedono negato il rinnovo contrattuale. Villa Verde grazie alla convenzione con Regione Marche, riceve all’inizio di ogni anno circa 4,5 milioni di euro di denaro pubblico derivante dalle tasse dei cittadini. Ecco quindi il paracadute statale – spiega il segretario locale della CILS FP -. I cittadini devono conoscere le ragioni della vertenza che vede, dopo un lungo percorso, ancora una volta, i datori di lavoro della sanità privata assumere un atteggiamento di ricatto non solo nei confronti dei lavoratori ma anche delle istituzioni. Infatti, hanno preteso che il 50% del costo del rinnovo contrattuale, che adesso vogliono far saltare, ricada sulle Regioni. Nonostante su questo impegno ci sia la garanzia del Ministero della Sanità Roberto Speranza e del Presidente Stefano Bonaccini, AIOP ed ARIS stanno tirando ulteriormente la corda ma non vogliono rinnovare il contratto ai dipendenti».

«Un contratto insomma bloccato da circa 15 anni accampando come scusa quella che non tutte le Regioni sono in grado di garantire il 50% del costo del rinnovo contrattuale; situazione invece garantita anche dal Ministro Speranza. La verità è che siamo davanti a un atteggiamento in cui si vuole tentare di massimizzare i profitti – ha concluso Donati -. Il 31 agosto continueranno le assemblee in tutte le strutture della sanità privata e se non dovesse esserci un confronto chiaro sarà proclamato lo sciopero nazionale dei professionisti della sanità privata».