San Benedetto del Tronto, sequestrati oltre 100mila articoli di bigiotteria

I bijou sono stati ritirati dal commercio dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno perché non rispondenti ai requisiti di sicurezza e sprovvisti di certificato. L'operazione denominata "Safe Jewelery" ha portato all'individuazione del responsabile, un imprenditore di 53 anni

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre 105mila articoli di bigiotteria sequestrati a San Benedetto del Tronto. È questo il bottino della maxi operazione denominata “Safe Jewelery”, condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. I monili sono stati ritirati dal commercio perché non rispondenti ai requisiti di sicurezza previsti dal “Codice del Consumo” e sprovvisti delle informazioni minime identificative.
La Finanza, durante un controllo economico del territorio, finalizzato a restituire competitività e legalità al mercato, è arrivata ad un imprenditore 53enne, che è stato riconosciuto quale responsabile dell’immissione sulla vendita, in quantitativo notevole, degli articoli di bigiotteria: 105mila.

La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno al lavoro
La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno al lavoro

La commercializzazione di beni, sul territorio nazionale, richiede, infatti, l’obbligatoria indicazione, chiaramente visibile e leggibile, della denominazione legale o merceologica del prodotto, del produttore o importatore, del Paese di origine (se situato al di fuori dell’Unione Europea), dell’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle cose o anche all’ambiente e, infine, dei materiali impiegati, delle istruzioni e delle eventuali precauzioni e loro destinazione d’uso, utili per l’utilizzo e la sicurezza del consumatore.

Informazioni che devono risultare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita, ad eccezione delle sole istruzioni ed eventuali precauzioni e destinazioni d’uso, che possono invece comparire su una apposita documentazione illustrativa, in accompagnamento ai prodotti immessi in commercio.

Ad insospettire le Fiamme Gialle, il costo decisamente basso dei bijou che nascondeva componenti di incerta provenienza e sicurezza, spesso all’origine di potenziali allergie ed irritazioni.