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Sala negata a CasaPound, Lamona: «Atto discriminatorio della Mancinelli nei nostri confronti»

CasaPound chiede l’ex sala del Consiglio comunale per presentare, alla presenza del segretario nazionale Simone Di Stefano, la candidatura alla Camera dei Deputati dell’anconetano Emanuele Mazzieri ma arriva lo stop del primo cittadino

Il palazzo comunale di Ancona
Il palazzo comunale di Ancona

ANCONA- CasaPound chiede l’ex sala del Consiglio comunale a Palazzo del Popolo per presentare, alla presenza del segretario nazionale Simone Di Stefano, la candidatura alla Camera dei Deputati dell’anconetano Emanuele Mazzieri. Fatta la domanda e fatto il bonifico per l’affitto della stanza, le locandine dell’evento di mercoledì 7 febbraio alle 18 cominciano a circolare ma arriva lo stop del sindaco Valeria Mancinelli. «Non è stata concessa nessuna autorizzazione ad usare la sala ex consiglio comunale per la presentazione di un candidato di Casapound. La notizia che vedo circolare nei social è falsa» ha scritto il primo cittadino sul suo profilo Facebook appena uscita la notizia dell’incontro con Simone Di Stefano. Dura la reazione di Casapound che parla di atto discriminatorio.

«Il diniego della sala comunale per la presentazione del programma elettorale di CasaPound è un abuso inaccettabile e un atto discriminatorio nei nostri confronti, che nega le garanzie previste dall’articolo 3 della Costituzione. Siamo pronti a denunciare il sindaco Mancinelli per abuso d’ufficio, visto che ha messo nero su bianco in una dichiarazione pubblica quali sono le reali motivazioni del rifiuto- afferma Andrea Lamona, responsabile regionale CasaPound Italia nelle Marche-. Al sindaco ricordiamo che liste e candidati di CasaPound sono stati regolarmente ammessi alle politiche del 4 marzo in tutti i collegi e che l’odio politico non può essere una motivazione valida a impedire a una forza che concorre alle elezioni di presentare ai cittadini il proprio programma elettorale. La domanda di utilizzo della sala è stata regolarmente inoltrata ed è stato effettuato il bonifico richiesto ma, in spregio della legge 515/1993 che garantisce a tutti i candidati la pari opportunità di intraprendere una campagna elettorale utilizzando gli spazi comunali in egual misura, il sindaco trova scuse per portare avanti un atteggiamento oscurantista e palesemente anticostituzionale che colpisce solo il nostro movimento e che si configura come un chiaro abuso d’ufficio. La Mancinelli non ci intimidisce e non impedirà a Di Stefano e al nostro movimento di presentare il programma elettorale ai cittadini di Ancona, come già fatto in tante altre città italiane».

Casapound, in attesa della decisione formale del Comune, comunica che l’incontro si terrà ugualmente il 7 febbraio alle 18 presso l’Hotel Europa ad Ancona. «Invitiamo i cittadini a essere presenti numerosi, non solo per ascoltare il programma di CasaPound ma anche per dare al sindaco una lezione di democrazia, la stessa che la Mancinelli vorrebbe imporre vietando gli spazi comuni a chi ne ha pieno diritto» conclude Lamona.