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«Riattivate l’Hospice di San Severino», l’appello della fondazione “L’Anello della Vita”

L'avvocato Marco Massei, presidente dell'associazione, ha scritto una lettera aperta indirizzata a Regione, sindaco e Asur per chiedere la riattivazione del reparto del nosocomio cittadino

L'hospice di San Severino Marche (Foto: Canale14-VideoTolentino)

MACERATA – Con una lettera aperta indirizzata al presidente della giunta regionale delle Marche, all’assessore regionale alla Sanità, al sindaco del Comune di San Severino e al direttore generale dell’Area Vasta 3, la Fondazione onlus “L’Anello della Vita” chiede la riattivazione della funzionalità dell’Hospice di San Severino. In passato, a causa dell’emergenza Covid, 16 ospiti della casa di riposo “Lazzarelli” di San Severino che erano risultati negativi al tampone, erano stati trasferiti e accolti all’interno dell’Hospice all’ospedale civile “Bartolomeo Eustachio”, ora però gli anziani sono tornati alla casa di riposo mentre i locali destinati all’Hospice sono rimasti vuoti con il personale sanitario ancora distaccato presso altri reparti ospedalieri.

L’avvocato Marco Massei

«A seguito della recente pandemia da Covid 19 che aveva gravemente colpito gli ospiti della casa di riposo “Lazzarelli” di San Severino – ha ricordato l’avvocato Marco Massei, presidente della Fondazione “L’Anello della Vita” che si occupa del sostegno di pazienti in Hospice affetti da malattie oncologiche e cronico degenerative, oltre che per cure palliative – veniva deciso di trasferire momentaneamente gli anziani ospiti che non erano stati contagiati dal Covid 19 presso i locali, adibiti ad Hospice (con la piena e condivisibile adesione degli stessi sanitari), ubicati all’interno del distretto ospedaliero settempedano. Ora, terminata finalmente l’emergenza originata dagli ospiti della casa di riposo, i locali destinati all’Hospice sono rimasti inspiegabilmente vuoti ed il personale sanitario si trova ancora distaccato presso altri reparti ospedalieri. Tale situazione sta creando notevole disagio per i gravi malati oncologici in fase avanzata di malattia che hanno necessità di essere curati in Hospice e che, ora da mesi, sono costretti a ricevere cure solo presso il loro domicilio con intuibili disagi e continui accessi ai pronti soccorso».

Il presidente Massei ha quindi aggiunto che: «pur comprendendo bene che l’attuale delicato momento ha messo a dura prova l’organizzazione sanitaria e pur essendo coscienti che siamo di fronte una emergenza pandemica di rilevante entità, non può tuttavia dimenticarsi che la salute va tutelata anche nei confronti di quei pazienti, per lo più oncologici gravi, a cui è rimasta solo la dignità della cura, almeno in ambiente idoneo: orbene, per quanto possa essere delicata e importante la patologia che affligge l’ammalato da “coronavirus”, non sfugge a nessuno che la tutela della malattia oncologica grave, proprio perché attiene al diritto alla vita, pur con visibilità indubbiamente minore, appare di urgenza parimenti non differibile. Pertanto, certo della Vostra attenzione e sensibilità, si viene a richiedere – ognuno per la propria competenza istituzionale – di provvedere alla riattivazione della funzionalità dell’Hospice di San Severino, provvedendo quanto prima alla sanificazione dei locali e al ripristino del personale sanitario ivi dedicato, onde consentire ai gravi pazienti oncologici di poter tornare, in condizioni di dignità, ad essere curati in ambiente opportuno. Un pieno diritto alla salute, infatti, passa inevitabilmente per un diritto alla cura e, dunque, all’assistenza».