Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Regionali, “partorita” la rosa dei papabili. Ceriscioli, Acquaroli e Longhi si confrontano su economia

I tre possibili candidati si sono incontrati al convegno promosso dalla Fondazione Merloni. Intanto dem e alleati si confrontavano sui nomi per le candidature alla presidenza. Ecco cosa è emerso

Da sinistra Acquaroli, Ceriscioli, Spacca, Merloni, Longhi

ANCONA – Lucia Annibali (avvocatessa e deputata), Flavio Corradini (ex rettore UniCam), Sauro Longhi (ex rettore UnivPm), Roberto Oreficini (ex capo Protezione civile) e Gino Sabbatini (presidente Camera di Commercio delle Marche). Sarebbero questi, secondo quanto trapelato da indiscrezioni, i nomi proposti nel primo giro di consultazioni tra il Pd e gli alleati per sciogliere il nodo sulla candidatura alla presidenza della Regione Marche. Ma il centrosinistra punta sui civici, quindi salvo ripensamenti della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, i nomi che arriveranno al vaglio della direzione regionale saranno: Sauro Longhi, Gino Sabatini e Roberto Oreficini.

Il segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli

Insieme al vice segretario Fabiano Alessandrini Gostoli ha incontrato Articolo Uno, Azione, i Civici di “Uniti per le Marche”, Italia Viva, Più Europa, la lista civica “Presenza Popolare” e la lista civica “Le Nostre Marche” con Demos, Popolari e Italia in Comune, Socialisti e  Verdi.  Nei giorni scorsi Gostoli ha incontrato anche Alessandro Seri, coordinatore Diem25 Marche, l’associazione transnazionale, che ultimamente ha promosso insieme ad altre realtà la lista “Emilia-Romagna Coraggiosa” di Elly Schlein.

«Sono emerse da più parti ipotesi di personalità che potrebbero rappresentare la coalizione, competitive e autorevoli, alcune delle quali è possibile verificare solo con una larga convergenza dell’alleanza. In questa fase interlocutoria – precisa Gostoli in una nota stampa – ciascuno ha provato a mettere in campo possibili soluzioni e proposte, anche con valutazioni diverse ma ognuna con pari dignità rispetto alle altre e, soprattutto, senza veti. Il confronto che si è svolto con serenità continuerà anche nelle prossime ore nelle quali potrebbero emergere altre valutazioni e ipotesi. C’è la consapevolezza che la sfida delle elezioni regionali è aperta. Si può vincere con una proposta unitaria e un campo di centro sinistra più largo possibile che si costruisce attorno al Pd».

Poi Gostoli spiega che stanno «raccogliendo anche l’appello delle Sardine che, a piazzale Lazzarini a Pesaro e nei giorni scorsi con una lettera sulla stampa, chiedono un cambio di passo, una convergenza e cooperazione del campo progressista, democratico e civico per aprire una nuova fase nelle Marche». Lunedì la rosa di nomi sarà vagliata dalla direzione regionale del Pd, poi in settimana gli alleati si incontreranno di nuovo con il segretario dei dem.

«Un primo approccio per cercare una figura unificante diversa da Ceriscioli – spiega Piergiorgio Carrescia di Italia Viva – . Positivo che ci sia disponibilità a verificare la possibilità di una convergenza su figure rappresentative e di garanzia per tutti». Parla invece di «incontro molto proficuo e disteso volto a trovare un candidato dal chiaro profilo ampio, Tommaso Fagioli di Azione.

Ma oggi ad Ancona c’è stato anche Mario Giro, l’ex vice ministro degli Esteri dal 2013 al 2018 e Coordinatore Nazionale Demos. Giro nel presentare il suo libro, Global Africa, ha voluto rafforzare quanto detto dal referente Demos, Mattia Magagnini, nell’incontro con il segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli: «Non mettiamo veti sui nomi, ma diamo pieno appoggio ad una candidatura trasversale e capace di unire tutta la coalizione di centro sinistra, come ad esempio Roberto Oreficini. Roberto Oreficini è testimonianza di capacità e saper gestire la crisi e le emergenze e di certo sarebbe in grado di costruire una coalizione unita e coesa. Ci stiamo preparando anche per partecipare alle comunali di Fermo, Senigallia e Macerata. È necessario costruire una coalizione che possa ascoltare le esigenze dei cittadini e le sensibilità plurali dei soggetti costituenti, ci auguriamo che la nostra proposta possa essere di aiuto nella scelta del candidato».

Intanto dalla politica arrivano le reazioni alle dichiarazioni rilasciate dal leader della Lega Matteo Salvini a Pesaro. «Salvini è arrivato nelle Marche dicendo “voglio togliere le tasse alle nuove imprese per tre anni”, ma dato che lo stiamo facendo dal 2015 significa che apprezza quello che la Regione sta facendo» ha commentato il presidente regionale Luca Ceriscioli al convegno promosso dalla Fondazione Aristide Merloni dal titolo “Marche, azioni di policy per il rilancio del sistema produttivo marchigiano”. Un convegno al quale hanno preso parte anche il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli e l’ex rettore Sauro Longhi che si sono ritrovati tutti insieme a riflettere sulle possibili soluzioni per il rilancio dell’economia regionale, un primo accenno di campagna elettorale vera e propria.

Attaccato sulle liste d’attesa da Salvini il governatore Ceriscioli ha dichiarato che «c’è stata una crescita importante in termini di servizi su questo fronte tanto che il sistema sanitario regionale eroga 60 mila prestazioni in più tutti i mesi sulle liste d’attesa». Poi aggiunge: «Salvini rischia di fare la fine della Borgonzoni, la sua candidata in Emilia Romagna». Ceriscioli sul fronte economico ricorda alla Lega che le Marche hanno avuto una «crescita del Pil più alta di tutte le Regioni italiane nel 2018 (+3%)», poi la stoccata sulla sicurezza e il declassamento della Questura di Ancona: «La valutazione sui parametri di sicurezza del territorio è stata talmente positiva che le priorità vanno su altre Questure. Non significa che non abbiamo problemi di sicurezza anzi dobbiamo sempre tenere la guardia alta ma dire che nelle Marche la sicurezza è la priorità è un altro discorso».

Dal palco di Pesaro Salvini sollecitato dai giornalisti sulla candidatura di Francesco Acquaroli aveva risposto: «Io non tolgo nessuno, i nomi non mi appassionano». E proprio Acquaroli tira dritto per la sua strada spiegando che «c’è un accordo siglato a novembre tra tutte le forze politiche di centrodestra e noi siamo convinti che i nostri alleati saranno leali a quell’accordo».