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A Recanati l’ultimo giorno di scuola nei cortili. La psicologa: «Tutti i comuni dovrebbero farlo»

L'assessore Soccio: «In un ultimo anno in cui la seconda parte è stata vissuta didatticamente in maniera così diversa e traumatica, ritengo sia significativo regalare ai ragazzi un momento solenne ma anche di svago. E soprattutto un segnale importante di speranza»

Un'immagine dello scorso anno della Giornata della Gentilezza di Recanati

RECANATI – Ultimo giorno di scuola nei cortili e in totale sicurezza per un saluto “reale” e dal vivo. È l’iniziativa del comune di Recanati che ha accolto l’invito del viceministro all’istruzione Anna Ascani e dei genitori di alcune scuole primarie della città leopardiana. Grazie all’iniziativa, concordata con i presidi degli istituti e in totale sicurezza come previsto dalle norme anti-contagio, gli studenti si potranno incontrare per un ultimo giorno di scuola nei cortili all’aperto degli istituti.

Dunque sabato 6 giugno, allo scoccare dell’ultima campanella dell’anno scolastico in corso, gli alunni e le alunne delle classi terminali delle scuole di Recanati, dalla primaria alla secondaria di primo grado, si ritroveranno con i loro insegnanti nei cortili dei rispettivi istituti scolastici e finalmente potranno guardarsi di nuovo negli occhi e salutarsi.

Antonio Bravi
Il sindaco di Recanati Antonio Bravi

«Oltre ai gravissimi danni del contagio da coronavirus, vanno tenuti in considerazione anche i danni che il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria ha causato ai ragazzi nel lungo periodo e non sono certo meno importanti – ha detto il sindaco Antonio Bravi -. Dopo tre mesi di didattica a distanza con la prospettiva che – speriamo sia scongiurata – di proseguire le lezioni on line anche a settembre, ci è sembrato assolutamente necessario non privare i nostri alunni della possibilità di rivedersi e ripristinare, seppure a debita distanza, un contatto reale con i compagni di classe e con gli insegnanti».

Dal 25 febbraio scorso, data in cui il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha annunciato la chiusura di tutte le scuole a causa dell’emergenza sanitaria, gli alunni si sono potuti “ritrovare” solo online, davanti a uno schermo. Tutti gli studenti, di ogni ordine e grado, hanno dovuto trasformare le loro relazioni sociali con i compagni e sono mancati gli abbracci, le corse, le battute, i saluti e tutto il resto; elementi fondamentali in un importante momento di crescita.

L’assessore all’istruzione di Recanati Rita Soccio

«Da assessora, insegnante e genitore fin da subito ho perorato l’iniziativa di organizzare il ritrovo delle alunne e alunni delle classi terminali per un ultimo saluto – ha aggiunto Rita Soccio, assessore all’istruzione di Recanati – a conclusione di un anno scolastico che chiude un percorso di studi in cui tutti gli studenti sono cresciuti, hanno studiato, scoperto e costruito nuove amicizie alcune delle quali rimarranno per tutta la vita. In un ultimo anno in cui la seconda parte è stata vissuta didatticamente in maniera così diversa e traumatica, ritengo sia significativo regalare loro un momento solenne ma anche di svago e soprattutto un segnale importante di apertura e di speranza verso un futuro di normalità».

Quello di sabato 6 giugno sarà un momento molto importante per gli studenti di Recanati soprattutto sotto il profilo psicologico. «Complimenti al Comune che ha adottato questa iniziativa; credo che tutti dovrebbero replicarla – ha commentato la presidente dell’Ordine degli Psicologici delle Marche Katia Marilungo -. Credo che sarà un momento importante per cercare di ridare ai ragazzi quella normalità che avevano abbandonato e per rimetterli in una condizione di “normalità” precedente al lockdown. Mentre gli adulti, facendo la spesa ad esempio, hanno sempre avuto un contatto – più o meno diretto – con la vita prima della chiusura, per i ragazzi questo contatto non c’è stato perché sono sempre rimasti in casa».

La psicologa Katia Marilungo, presidente dell’Ordine degli psicologi delle Marche

«Anche per loro è di fondamentale importanza chiudere un ciclo; ricordiamo che il mondo adulto ha preteso dai giovani una prosecuzione immediata delle attività scolastiche come se nulla fosse successo ma in realtà non è così – ha sottolineato la psicologa -. L’appuntamento dell’ultimo giorno di scuola in presenza diventa quindi fondamentale, soprattutto per le classi terminali; penso alla quinta elementare, alla terza media ma anche – e soprattutto – all’ultimo anno di asilo, per tutti quei bambini che passano dal gioco allo studio».

«Un conto è non vedere i propri compagni di classe per tre mesi un conto non vederli per sette; in quest’ultimo caso molti di loto potrebbero perdersi di vista e magari non rivedersi – ha concluso la presidente Marilungo -. I ragazzi in questi mesi hanno rinunciato ai compleanni, ai giochi, alle battute; dare loro la possibilità di incontrarsi, seppur, magari, per un’ultima volta, è molto importante sotto il profilo psicologico».