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Recanati riparte dalla cultura, Soccio: «Raccontare e promuovere le nostre eccellenze»

Oltre a tre eventi difitali grazie al Gran Tour dei Musei, approvato anche il progetto per l'allestimento del nuovo Museo della Musica dedicato all'illustre cittadino Beniamino Gigli

Il Museo dell'Emigrazione a Recanati

RECANATI – Tre eventi digitali – il 19, 21 e 23 maggio – a Recanati grazie al Gran Tour dei Musei, un viaggio virtuale alla scoperta del patrimonio culturale conservato di Villa Colloredo Mels e del Museo dell’Emigrazione Marchigiana. “Musei per l’uguaglianza: diversità e inclusione” è il titolo scelto in occasione della Giornata Mondiale dei Musei di quest’anno, che si celebrerà domenica 17, da ICOM.

L’assessore alla cultura di Recanati Rita Soccio

«Questo progetto è un’occasione importante per far conoscere e soprattutto mettere in rete tutti i musei della nostra Regione – ha detto l’assessore alla cultura di Recanati Rita Soccio –. In questo momento, con il settore culturale in difficoltà, trovo molto positivo avere una programmazione comune per raccontare le eccellenze delle nostre istituzioni culturali. Il tema proposto quest’anno coinvolge il nostro intero polo museale di Villa Colloredo Mels, con attori che raccontano storie legate alla sezione Leopardiana e al Museo Regionale dell’Emigrazione Marchigiana. Recanati e le Marche, con la bellezza e la cultura, possono far star bene e curare non solo l’animo ma anche il fisico».

Il primo appuntamento sarà quello di martedì 19, alle ore 17, sulla pagina Facebook dell’Emigrazione Marchigiana; in programma una video intervista realizzata dal Mema alla Scuola Dante Alighieri – Campus L’Infinito di Recanati che ha una lunga esperienza nell’insegnamento della lingua e della cultura italiane agli stranieri. Il museo leopardiano, dedicato agli oltre 700mila marchigiani emigranti all’estero tra Ottocento e Novecento, dà modo di partecipare a un percorso multimediale e interattivo per tentare di riannodare quei legami profondi che hanno unito e uniscono, ancora oggi, le Marche alle comunità di emigranti.

Giacomo Leopardi sarà il protagonista del secondo appuntamento virutale, quello di giovedì 21, alle ore 19, a Villa Colloredo Mels. Sarà possibile ammirare, sempre virtualmente, opere d’arte, lettere, documenti e cimeli del poeta recanatese e, attraverso la lettura di un passo tratto dallo Zibaldone relativo alla teoria del piacere, al “visitatore” sarà proposto un focus sull’immaginazione e la fantasia, due elementi molto importanti soprattutto in questo periodo difficile per tutto il Paese.

L’ultimo appuntamento, sabato 23 maggio, alle ore 12, sarà dedicato agli emigranti marchigiani, alle loro storie, alle loro sofferenze e ai loro sogni attraverso una testimonianza diretta che permetterà di alimentare la memoria collettiva comune in cui ognuno di noi si può riconoscere.

Nel frattempo la Giunta comunale ha approvato il progetto per l’allestimento del nuovo Museo della Musica che si trova nell’edificio adiacente al Teatro Persiani ed è collegato al Museo Gigli. Il progetto è un omaggio all’illustre cittadino recanatese, nato 130 anni fa, Beniamino Gigli.

«Il museo della musica (MuM), andrà ad arricchire l’offerta culturale della nostra città e sarà un forte attrattore non solo per i turisti e i tanti appassionati di musica, ma anche un luogo di formazione ed educazione per scolaresche di ogni ordine e grado – ha spiegato l’assessore Soccio -. Le tante “voci” della musica, dal suono al canto, sono elementi identificativi del nostro territorio a partire dai tanti personaggi come il famoso tenore Beniamino Gigli o l’evento nazionale di Musicultura, senza dimenticare le aziende creative che hanno saputo valorizzare e innovare nel tempo gli strumenti tanto da creare un vero e proprio distretto musicale (le chitarre Eko, gli organetti di Castagnari, gli impianti di amplificazione dell’FBT e le tastiere della Fatar, ndr.). Il MuM, rappresenta un bell’esempio di collaborazione tra pubblico e privato dove Regione, Comune e imprenditori hanno contribuito tutti insieme per il benessere psico-fisico ed economico dell’intera Comunità».

Il Museo della Musica

Il progetto esecutivo, diretto dall’architetto Bruno Mariotti dello studio Ch+ e reso possibile grazie ai fondi europei e all’art bonus dei privati, prevede un allestimento museale che nasce dall’idea di far entrare il visitatore all’interno di uno strumento musicale, con pareti sinuose tipiche della cassa armonica di uno strumento e ambientazioni sonore e scenografiche in grado di catturare l’attenzione attraverso la stimolazione di tutti i sensi.

Tre sono le zone principali del Museo: quella a piano terra, prettamente informativa; quella al primo piano, principalmente espositiva e infine quella al terzo e ultimo piano, una sala in cui sarà possibile ascoltare concerti e prendere parti a laboratori didattici.