“L’Infinito” di Leopardi compie 200 anni, il ministro Bussetti ai ragazzi: «Godetevi il tempo»

In occasione della ricorrenza dalla composizione della più celebre opera del poeta, oltre 2.800 studenti si sono esibiti in un flash mob. Un tributo, quello del Miur, degli istituti scolastici e del Comune di Recanati, nato dall'idea della contessa Olimpia Leopardi, nipote dello scrittore

RECANATI – «Rendere omaggio a Leopardi e al suo idillio più famoso significa rendere omaggio all’Italia, alla nostra civiltà, alla nostra cultura e alle nostre tradizioni». Con queste parole il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti ha aperto questa mattina (28 maggio) a Recanati le celebrazioni per i 200 anni de “L’Infinito”, una delle liriche più celebri composta da Giacomo Leopardi. La città di Recanati, il Miur e oltre 2.800 studenti hanno così reso onore a quello che è considerato il più grande poeta dell’800. Piazza del Sabato del Villaggio, sui cui sorge la casa di Leopardi, è stata il cuore pulsante della cultura da cui è partito il tributo al grande poeta.

Attraverso il flash mob degli studenti, Recanati si è unita simbolicamente a migliaia di ragazzi che in tutta Italia si sono ritrovati nelle scuole, nelle piazze, nelle strade e nelle biblioteche per celebrare in contemporanea la ricorrenza e recitare simultaneamente i versi della poesia leopardiana. L’iniziativa, “#200infinito”, è stata organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’idea della contessa Olimpia Leopardi, in collaborazione con Casa Leopardi, Comune di Recanati e Rai.

Il ministro Bussetti e la contessa Leopardi

Con l’occasione sono state premiate tre scuole che hanno realizzato dei lavori reinterpretando il concetto leopardiano de “L’Infinito”. Tra queste la scuola primaria Sant’Orso di Fano, l’Istituto Comprensivo Valentino Orsolini Cencelli di Sabaudia e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo.

«Il grande messaggio lasciato da Leopardi ai giovani è quello che bisogna superare le barriere  – ha detto la contessa Olimpia Leopardi, nipote del poeta -. Le barriere devono servire per guardare oltre ciò che siamo in grado di fare».

Il flash mob degli studenti

Terminata nel 1819, la celebre poesia è stata scritta da Leopardi negli anni della sua giovinezza a Recanati, sua città nativa.

«L’Infinito è parte di noi perché ci parla delle nostre esistenze in quanto esseri umani, rappresentando la nostra condizione sospesa tra miseria e nobiltà» ha detto il ministro nel ricordare che «l’Italia è la culla della civiltà europea e la patria della cultura e dell’arte mondiale» e in tal senso «L’infinito rappresenta uno dei massimi momenti di splendore».

«Leopardi è un genio, è un nostro contemporaneo e ci parla ancora adesso», ha sottolineato Bussetti spiegando che «L’Infinito è un punto di riferimento imprescindibile del percorso formativo che i nostri giovani portano avanti da generazioni nell’iter scolastico».

Il ministro Marco Bussetti

Il ministro ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione umanistica in ambito scolastico: «Educare significa educare alla libertà, formare individui che siano forti nel pensiero critico, questo è decisivo per il futuro democratico del nostro paese. Per questo è necessario salvaguardare lo studio delle materie umanistiche e della poesia. Dobbiamo riportare l’uomo al centro delle nostre azioni, della vita del Pianeta contro l’assoluta tecnicizzazione imperante. La forza dell’uomo è quella di creare, di partorire il bello».

Conoscere il passato, custodirlo e valorizzarlo è per Bussetti un «dovere culturale e civile», perché, come ha sottolineato, «ci è dato un futuro solo in relazione alla tradizione che ci definisce come civiltà e dunque come uomini del nostro paese». «La scuola deve essere una sorta di convivio poetico e l’accezione di infinito che oggi prevale nella percezione comune è quella dell’assenza di limiti e misura dal punto di vista etico, di costumi e del desiderio. Recuperare l’ispirazione de “L’Infinito” di Leopardi ci consente di comprendere che è possibile pensare diversamente: non siamo Dio, ma uomini limitati e in quanto finiti tendiamo strutturalmente all’infinito, a trascendere la nostra finitezza».

Gli studenti

Per il ministro il leopardiano concetto di Infinito «è meraviglia e insieme brivido, è vertigine e allo stesso tempo luogo dolce in cui naufragare. L’uomo consapevole del proprio limite mortale crea immagini e illusioni vitali che lo proiettano oltre l’esistente e verso il futuro». In chiusura del suo intervento, rivolgendosi ai ragazzi ha detto: «Amate la vita, le sue declinazioni e siate sempre affamati dell’ignoto. È proprio nella condizione mortale, insegna Leopardi, che risiede la possibilità della speranza, la virtù di poter rivolgersi al futuro quale luogo di infinite possibilità. Godetevi il tempo che vi è donato», «Siete la nostra speranza migliore, abbiate cura dell’intelligenza e del vostro prossimo». Una giornata davvero speciale per Bussetti che è coincisa con il compleanno del ministro. Commosso, ha chiuso il suo intervento dal palco della Piazza del Sabato del Villaggio ringraziando gli studenti: «Mi avete fatto trascorre il più bel compleanno della mia vita».