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Ancona

Quattrini (M5S): «Un pezzo di carta che ci riporta indietro di 30 anni»

Il ministro Delrio ad Ancona per la firma del protocollo d'intesa sull'Uscita a nord, ma le opposizioni sollevano dubbi e avanzano proposte

Il ministro Delrio ad Ancona per la firma del protocollo d’intesa su Lungomare nord (Foto: Regione Marche)

ANCONA – Il ministro Delrio è arrivato a Palazzo degli Anziani per la firma del protocollo d’intesa sull’Uscita a nord, ma le opposizioni denunciano «dubbi» e avanzano proposte.

«Dopo aver finalmente avuto copia del protocollo d’intesa – dichiara il consigliere Daniele Berardinelli (Fi) – alcuni dubbi che avevamo vengono confermati. Dopo l’abbandono del project della Passante Dorico difeso sino alla fine dalla Giunta Mancinelli e dall’assessore Simonella con anni di tempo persi, si ricomincia da capo e il primo problema evidente è relativo proprio ai tempi di realizzazione. Leggere nero su bianco che ancora siamo “in corso d’esame da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici” per il progetto definitivo di raddoppio della SS16 di cui si parla da trent’anni mentre c’era stato detto che era tutto a posto e sapere anche che la bretella prevederà una strada in galleria al bordo della frana, fa ipotizzare una durata dei lavori di svariati anni». Dubbi anche sul materiale arido per l’escavo del porto che «dovrà sia essere sufficiente a coprire tutto il fabbisogno dell’interramento, sia rispondere ai requisiti di legge previsti. Va trovata una soluzione a brevissimo termine per il quartiere di Torrette in cui i residenti e i lavoratori non possono continuare a mettere a rischio la propria salute e va ripristinato immediatamente il monitoraggio dell’aria».

«Dalla storica firma sull’Uscita Ovest sbandierata da Comune e Regione ad agosto 2013 – denuncia il consigliere Andrea Quattrini (M5S) – siamo arrivati alla storica farsa di oggi, quando il Ministro Delrio e i vertici delle Amministrazioni locali, dell’Autorità di Sistema Portuale e delle imprese pubbliche Rfi e Anas hanno sottoscritto la presa d’atto della fine ingloriosa dell’affare Uscita a Ovest. Nel documento di protocollo si legge che “il progetto definitivo del collegamento tra il porto di Ancona e l’autostrada A14, denominato Uscita a Ovest, ed il connesso Piano economico-finanziario, non è stato oggetto di approvazione da parte degli organi all’uopo preposti». Nessuno sa e spiega il perché, e neppure si sa di chi è la manina che fino all’ultimo ha tentato di imporre ulteriori clausole vessatorie contro lo Stato e contro il Comune di Ancona, visto che nella prima bozza del protocollo inviata dal Ministero si chiedeva al Comune di Ancona di sottoscrivere proprie responsabilità nell’abbandono dell’Uscita Ovest, con tutte le conseguenze che avrebbe comportato. Ci aspettavamo, e con noi i cittadini e gli operatori e lavoratori del porto, un accordo preciso, finanziato, con scadenze precise e verificabili. Invece siamo davanti a un pezzo di carta che ci riporta indietro di oltre 30 anni e che dice che è ancora tutto da studiare. È ora che gli anconetani aprano una vertenza, stanchi delle promesse a vuoto. Noi ci siamo».

 

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