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Pro Loco e sagre, Borroni di Unpli Marche: «Annullate tante manifestazioni invernali; rischio di perdita di qualità per il prossimo anno»

«In questi mesi di difficoltà le realtà del territorio hanno mostrato il loro appoggio anche alle tante famiglie che ne avevano bisogno e purtroppo questo tipo di sostegno non potremo più garantirlo»

Le Pro Loco, si sa, rappresentano un grandissimo valore per la tradizione e per la qualità enogastronomica del nostro territorio. L’emergenza sanitaria ha colpito, indirettamente, anche loro e in questo periodo dell’anno tutti gli eventi autunnali che erano previsti nelle cinque province della Regione sono stati, per la maggior parte, annullati.

«Le manifestazioni e le sagre autunnali, normalmente caratterizzate dalle classiche e note castagnate nei luoghi montani della nostra regione, sono state tutte annullate per quest’anno; speriamo di poter recuperare tutto l’anno prossimo quando ci auguriamo che il virus non ci sarà più – ha spiegato Mario Borroni, che circa un mese fa ha passato il testimone di presidente di Unpli Marche (l’unione nazionale delle Pro Loco) a Marco Silla ma che è ancora all’interno del direttivo -. Penso alle castagnate di Smerillo e di Montefalcone, ma anche a quella di Acquasanta o alla tradizionale Festa di San Crispino a Porto Sant’Elpidio».

Il periodo autunnale, infatti, non meno di quello estivo, è normalmente caratterizzato da numerosi eventi che esaltano i prodotti tipici montani del nostro territorio come anche il tartufo. «È stata annullata anche la Fiera nazionale del Tartufo di Acqualagna (Pesaro e Urbino, ndr) con i suoi oltre cento espositori – ha proseguito Borroni -. L’unica manifestazione che dovrebbe svolgersi in questo “particolare” inverno è quella della Mela Rosa di Montedinove (Fermo, ndr)».

A preoccupare sono anche i contributi «che erano stati promessi a livello regionale ma che non arrivano – ha spiegato l’ex presidente dell’Unpli Marche -. Al momento siamo in attesa e vedremo se arriveranno le risorse. Ovviamente non ci possiamo lamentare perché le Pro loco vivono di volontariato e quindi non hanno dipendenti o problemi di carattere economico ma quel che dispiace è non poter investire sulle prossime manifestazioni che, con tutta probabilità, ne perderanno in termini di qualità».

Senza considerare ovviamente tutte le altre attività che le Pro loco delle Marche svolgono anche nel segno della solidarietà. «In questi mesi di difficoltà le realtà del territorio hanno mostrato il loro appoggio anche alle tante famiglie che ne avevano bisogno – ha concluso Borroni – e purtroppo questo tipo di sostegno non potremo più garantirlo. Al momento stiamo ideando una cooperativa innovativa nella zona del Fermano – sempre con i vari rappresentanti delle Pro loco – con l’aiuto dei fondi della comunità europea e ci auguriamo che il progetto possa andare in porto e dare uno slancio alla ripartenza del nostro settore».