Sanità, autostrade, grandi opere: le iniziative di Potere al Popolo contro le privatizzazioni

Chiudono ospedali e ambulatori, in degrado la rete autostradale, dismessi molti servizi pubblici: l'attacco di PaP contro una strategia in voga dagli anni '90 di cui oggi si vedono gli effetti devastanti

L'inaugurazione della sede di Potere al Popolo a Senigallia
La sede di Potere al Popolo a Senigallia

SENIGALLIA – Sanità e privatizzazioni, politica e grandi aziende lasciate fallire, austerity e crisi economica, nazionalizzazione: sono tanti e variegati i temi che saranno al centro del prossimo incontro a Senigallia promosso da Potere al Popolo. Una discussione aperta quella di martedì 16 ottobre per affrontare problematiche importanti come gli effetti delle privatizzazioni nelle infrastrutture, nei servizi e nei beni comuni, nella sanità e nell’ambiente che riguardano sia il territorio di Senigallia e delle Marche, sia quello nazionale.

Per l’occasione – inizio alle ore 21 presso la Casa del Popolo in via Ardigò 25a, Borgo Molino – interverranno Federico Fornasari (Federazione del Sociale USB), Stefano Tenenti (USB Sanità) e Marco Schiaffino (Attac Italia). L’iniziativa è stata organizzata da Potere al Popolo a un mese e mezzo dal disastro del ponte Morandi a Genova per lanciare la grande manifestazione di Roma che la lista di sinistra sta mettendo in piedi per il prossimo 20 ottobre.

«Il crollo del ponte Morandi a Genova, con il suo tragico bilancio di vite umane – si legge in una nota stampa – ha mostrato a tutti quanto esaltare le privatizzazioni servisse a coprire un unico vero scopo: far realizzare immensi profitti a poche famiglie del capitalismo italiano, a scapito della sicurezza collettiva, delle nostre finanze e dei posti di lavoro. Lo slogan “privato è bello”, così in voga dai primi anni ‘90 in poi, è stata una vera e propria truffa ai danni della collettività.

Le unità cinofile marchigiane a Genova sotto il ponte Morandi

Come lo sono del resto tutte le cosiddette grandi opere, inutili e dannose, agognate dai padroni del cemento e sollecitate dall’Unione Europea che ha fatto delle privatizzazioni uno dei suoi mantra più importanti. Il vergognoso abbandono che avvolge i paesi del terremoto, il degrado della rete autostradale, la devastazione dei servizi pubblici come la sanità e dei territori, impongono ormai scelte immediate e decisive. La strada delle nazionalizzazioni, che porti con sé anche un nuovo modello di sviluppo con la partecipazione delle comunità e il controllo popolare NON ammette più ritardi, né tentennamenti».

Ma anche in tema di sanità Potere al Popolo non fa sconti, questa volta guardando al Pd che guida e amministra la materia sanitaria in ambito regionale. «È in atto da tempo un duro attacco alla sanità pubblica e al diritto alla salute sancito come diritto alla persona dalla nostra Costituzione. La giunta regionale marchigiana porta avanti ormai da anni una sistematica e continua serie di privatizzazioni dei servizi sanitari, più o meno palese, che porta come conseguenza il peggioramento della qualità assistenziale, delle condizioni di lavoro e continui tagli occupazionali, tutto a favore di aziende private e cooperative. Con il pretesto del blocco del turn over e quindi delle assunzioni e con la solita favola dell’obiettivo del risanamento del debito pubblico ordinato dai banchieri della Bce e della Commissione europea, hanno chiuso e stanno chiudendo molte strutture territoriali, piccoli ospedali, laboratori e servizi ambulatoriali pubblici, che guarda caso vengono immediatamente sostituiti da aziende private pronte a mettere le mani su appalti e convenzioni. Il risultato è che decine di milioni di euro di denaro pubblico vengono dirottati verso imprenditori privati del settore con accordi e contratti stipulati mediante il favore e il consenso della classe politica».

Motivi che hanno portato Potere al Popolo (PaP), l’Unione Sindacale di Base (Usb) e altre associazioni, collettivi e movimenti a scendere in piazza sabato 20 ottobre a Roma, per una manifestazione nazionale contro tutte le privatizzazioni messe in atto in questi anni, e per mettere in campo nuove politiche di pubblicizzazione e nazionalizzazione dei settori strategici della vita economica, sanitaria e sociale del paese.