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Post-sisma, Legnini ritira cinque ordinanze firmate dal suo predecessore

La volontà è quella di introdurre un’incisiva semplificazione delle procedure, per dare una spinta alla ricostruzione privata

Giovanni Legnini.
Il commissario Legnini

Ritiro di cinque ordinanze firmate da Piero Farabollini. Lo ha disposto ieri il nuovo commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini.
Sui documenti la Corte dei Conti aveva formulato una serie di rilievi di illegittimità, a partire da quella relativa alla data di adozione delle stesse ordinanze, il 14 febbraio scorso, coincidente con il giorno nel quale è stato nominato il nuovo commissario.

Le ordinanze, non ancora in vigore, riguardano l’anticipazione dei compensi ai professionisti e l’autocertificazione dei progetti di ricostruzione presentati per ottenere il contributo pubblico, l’assunzione di 200 nuove unità di personale negli Uffici Speciali della ricostruzione, la nomina del Comitato Tecnico Scientifico e una serie di modifiche a precedenti ordinanze.

Il neo commissario Legnini ha fatto sapere che la volontà è quella di procedere velocemente alla modifica e alla riconsiderazione degli aspetti più problematici dei provvedimenti: un modo per dare impulso alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure di ricostruzione, dando attuazione alle ultime scelte legislative tra le quali l’autocertificazione dei progetti da parte dei professionisti.

Legnini ha incontrato i direttore degli uffici speciali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i rappresentanti delle categorie professionali coinvolte e avviato il confronto di merito sulla nuova configurazione delle ordinanze. L’obiettivo è quello di approvare i nuovi testi velocemente concludendo l’istruttoria entro la prossima settimana per poi convocare la cabina di coordinamento con i presidenti e i vice commissari delle quattro regioni, per la definitiva approvazione.
La volontà è quella di introdurre un’incisiva semplificazione delle procedure per dare una spinta alla ricostruzione privata che, attualmente, è al palo.