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Post-sisma, Legnini a Camerino: «Sarà un percorso lungo ma subito segnali di concretezza»

Soddisfatto il sindaco Sandro Sborgia. «La ricostruzione può essere una ripartenza per un intero Paese perché significa mettere in moto quello che sarebbe il cantiere più grande d’Europa»

Legnini a Camerino
Il sindaco Sandro Sborgia con il commissario Giovanni Legnini

CAMERINO – «Sarà un percorso lungo, come tutti sappiamo, ma non può essere rimandato ancora e tutti gli attori coinvolti in questo processo non devono più tergiversare. Io come commissario posso dare delle linee guida, ma poi tocca anche ad altri protagonisti dare la spinta necessaria affinché i progetti si possano realizzare». Così il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma Giovanni Legnini, oggi, durante la sua visita a Camerino nel giorno del riavvio dei cantieri in tutta Italia, dopo la sospensione delle attività a causa dell’emergenza Covid-19.

La visita del commissario Legnini

Il terremoto dell’ottobre 2016 ha provocato danni di proporzione ingente alla città, al patrimonio dell’ateneo e in particolare su quello ecclesiastico. Su 4mila abitazioni, quasi la metà, 2460, sono risultate inagibili. Gli sfollati, tuttora, sono 3300, in parte alloggiati nelle soluzioni abitative d’emergenza, in parte in autonoma sistemazione con il contributo pubblico. L’intero centro storico della città, di antichissima origine, è zona rossa e inaccessibile. I danni alle opere pubbliche sono stati calcolati in 125 milioni di euro: ad oggi sono stati finanziati interventi per 63 milioni di euro, ma la spesa erogata è di appena un milione di euro, e si contano opere già concluse per appena 42 mila euro. La visita di oggi di Legnini si è conclusa nella sede provvisoria del Comune, la struttura che ospita l’azienda di trasporto locale e che, dopo il sisma, è rimasta l’unica struttura pubblica agibile.

«Con le nuove ordinanze sulla semplificazione della ricostruzione privata e l’introduzione dei Piani Straordinari di Ricostruzione nei comuni più colpiti, tra cui Camerino, che abbiamo appena varato – ha detto Legnini -, e insieme agli interventi allo studio del governo sulle opere pubbliche, siamo davanti a un punto di svolta. Abbiamo tutti gli strumenti per andare avanti in modo spedito sulla ricostruzione privata. Sfruttiamo in pieno gli spazi aperti dalla legge varata l’anno scorso da Governo e Parlamento e contiamo che il Governo introduca le semplificazioni necessarie anche per le opere pubbliche nel prossimo provvedimento per il rilancio della crescita dell’economia italiana, cui il centro Italia, avviando la ricostruzione, può dare un contributo fondamentale».

Il sindaco Sandro Sborgia e il rettore Claudio Pettinari

«La funzione del commissario straordinario, così come è stata configurata, è una funzione di impulso e di grande coordinamento dato che gli attori impegnati nella ricostruzione sono molteplici – ha detto Legnini -. Se tutti fanno il loro dovere vedremo risultati molto presto. Mettiamoci alle spalle le cose che non sono andate e cerchiamo di dare fiducia, speranza e concretezza a un processo che non sarà breve ma che deve iniziare e deve avviarsi a ritmo sostenuto».

Nel corso dell’incontro si è valutata la possibilità di realizzare un protocollo, condiviso tra il Comune, l’Università, la curia arcivescovile e il commissario alla ricostruzione, che indichi le priorità e le direttrici di sviluppo dell’economia e detti i tempi della rinascita di Camerino, una delle città più colpite dal sisma del 2016.

Il Commissario, oltre al sindaco della città ducale Sandro Sborgia, ha avuto modo di incontrare il rettore Unicam Claudio Pettinari, l’arcivescovo Francesco Massara, il prefetto Iolanda Rolli, l’assessore ai lavori pubblici di Camerino Marco Fanelli, i consiglieri con delega alla Ricostruzione Luca Marassi e Anna Ortenzi, l’assessore all’Università e ai servizi sociali Stefano Sfascia e il direttore dell’ufficio speciale alla ricostruzione Cesare Spuri.

La piazza di Camerino

«Un incontro positivo e di grande confronto in cui sono state evidenziate tutte le criticità della ricostruzione in una città come Camerino. Al commissario ho detto che in questo momento è in ballo la credibilità dello Stato e le Istituzioni non possono più tentennare davanti a territori interi in cui la ricostruzione è praticamente ferma. Una situazione di stasi da un punto di vista anche sociale ed economico. La rinascita di Camerino è decisiva per i suoi abitanti, per tutta l’area economica che vi gravita e per il valore storico e culturale che rappresenta – ha detto il sindaco Sborgia -. La ricostruzione può essere una ripartenza per un intero Paese perché significa mettere in moto quello che sarebbe il cantiere più grande d’Europa».

Il rettore Pettinari ha sottolineato l’importanza di far partire la ricostruzione anche per l’Università, seppure quest’ultima abbia mantenuto livelli di eccellenza anche dopo il sisma. Così come sarà importante ricostruire le chiese quali luoghi di aggregazione, come ha evidenziato l’Arcivescovo Massara. Delle 500 chiese dell’arcidiocesi, che comprende i territori di Camerino e San Severino, e che costituiscono il 70% dei beni culturali delle intere Marche, 350 sono attualmente inagibili.

«Sono molto soddisfatto dell’incontro di questa mattina perché il commissario Legnini ha ben presenti le problematiche e mi è sembrato molto deciso a imporre un cambio di passo. Le nuove norme vanno nella direzione di una partenza e ripartenza veloce dei cantieri. Farlo significa dare speranza di rinascita a tutti noi che viviamo queste zona e a chi si è dovuto allontanare» ha aggiunto Sborgia.

Il commissario Legnini, l’Arcivescovo Massara e il sindaco Sborgia

La visita è terminata al cantiere del mattatoio, primo cantiere della ricostruzione, avviato qualche mese fa. «Un simbolo di ripartenza del settore agricolo a cui l’amministrazione ha rivolto fin da subito, appena insediata, una particolare attenzione – ha detto il sindaco -. Il recupero del mattatoio era stato già finanziato nel 2017, finalmente siamo riusciti a sbloccare la pratica e avviare l’opera di recupero che diventa fondamentale per i nostri allevatori che per più di tre anni si sono visti costretti ad andare lontano da qui per la macellazione del bestiame».