Hotel House senza pace, è morto l’amministratore di condominio Enzo Franchi

Si era sentito male circa un mese fa durante uno degli incontri periodici in Prefettura a Macerata. Dopo un'attacco ischemico la diagnosi di tumore ai polmoni che lo ha ucciso questa mattina (2 giugno). Nel palazzone multietnico era riuscito a far approvare il bilancio e ad unire le diverse etnie per tentare di salvare la struttura dal degrado

Enzo Franchi
Enzo Franchi, l'amministratore di condominio dell'Hotel House

PORTO RECANATI – Si è spento intorno alle 6 di questa mattina (2 giugno) Enzo Franchi, l’amministratore di condominio dell’Hotel House, nominato nel novembre scorso. Franchi si era sentito male poco meno di un mese fa, durante uno degli incontri periodici alla Prefettura di Macerata organizzati dal Prefetto Iolanda Rolli per monitorare la situazione del condominio multietnico. Aveva iniziato a tossire sangue ed era stato portato subito all’Ospedale di Macerata, dove gli era stata diagnosticata una ischemia. Da li non era più riuscito a tornare a casa all’Hotel House. Dagli esami i medici avevano scoperto che aveva un tumore ai polmoni che si era diffuso fino a causargli metastasi al fegato, per questo era stato trasferito alla lungo degenza di Recanati, dov’è morto questa mattina. Franchi, originario di San Giovanni Valdarno, lascia la ex moglie e due figli. La salma si trova presso la camera mortuaria dell’Ospedale di Recanati e sarà visitabile fino alle 14 di del 3 giugno quando partirà alla volta della Toscana per essere cremata, come da sua volontà.

Hotel House

Una figura molto rispettata la sua, ricorda Gianfranca Zanzi, residente all’interno del condominio multietnico: «Era un punto di riferimento all’Hotel House – sottolinea – speriamo di portare avanti nella maniera migliore possibile l’attività da lui iniziata».

Franchi in poco tempo e con grande impegno era riuscito a compiere grandi progressi all’interno del condominio multietnico che stava tentando con tutte le forze di “rimettere in sesto”: ad inizio aprile l’approvazione del bilancio da 263 mila e 300 euro dopo che il condominio era da oltre 10 anni senza rendiconto. Suo merito anche quello di essere riuscito a far dialogare le etnie diverse e di farle collaborare insieme per un’obiettivo comune: salvare l’Hotel House.