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Porto di Ancona: partiti i lavori del nuovo Posto di Controllo frontaliero sanitario all’ex Tubimar – VIDEO

La struttura sarà destinata ai controlli sanitari delle merci in importazione, alimentari e non, da parte dell’Ufficio di sanità marittima e dell’Ufficio veterinario. Il costo dei lavori è di 2 milioni e 400 mila euro e la durata prevista è 13 mesi

La conferenza per l'avvio dei lavori

ANCONA – Sono partiti i lavori per la costruzione del nuovo Posto di Controllo frontaliero sanitario del porto internazionale di Ancona. La struttura, che vedrà riconvertita una porzione dell’ex Tubimar, sarà destinata ai controlli sanitari delle merci in importazione, alimentari e non, da parte dell’Ufficio di sanità marittima e dell’Ufficio veterinario. Il costo complessivo dei lavori è di 2 milioni e 400 mila euro e la durata prevista è di 13 mesi. L’intervento sarà realizzato dall’associazione temporanea d’impresa formata dalle aziende marchigiane Ati Elettro Stella srl e Mannocchi Luigino che si è aggiudicata il bando di gara dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

Il padiglione dell’ex Tubimar dove sorgerà il nuovo Posto di Controllo frontaliero sanitario

La struttura, moderna e funzionale, riunirà i presidi sanitari attivi, oggi dislocati in tre sedi differenti nell’area portuale. La porzione di ex Tubimar destinata al presidio sanitario, per 830 metri quadrati, si trova sul lato sud-est del padiglione; la superficie complessiva sarà di 1.600 metri quadrati suddivisi su due piani. Per il porto di Ancona è un nuovo tassello nel percorso di trasformazione.

Il presidente dell’Adsp, Rodolfo Giampieri

«Vogliamo rafforzare la capacità del porto nell’accogliere le merci in maniera professionale. Quando sarà pronto, fra poco più di un anno, il posto di controllo frontaliero sarà tra i più evoluti in Italia dal punto di vista tecnologico. La struttura, moderna e proiettata al futuro, risponderà alle esigenze del mercato – dichiara il presidente dell’Adsp, Rodolfo Giampieri -. Nel trasporto merci la velocità è fondamentale e la logistica per il porto  di Ancona deve diventare un elemento sempre più competitivo. Vogliamo crescere nell’efficienza, nell’efficacia, nella sicurezza e nella sostenibilità».

L’esigenza dell’intervento nasce dalle scelte strategiche elaborate dall’Autorità di sistema portuale in sintonia con le locali direzioni del ministero della Salute (Pif-Uvac Posto ispezione frontaliero-Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari e Usmaf-Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera), Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto di Ancona.

«Abbiamo scelto questa infrastruttura in quanto si trova in un’area strategica, vicino alla parte pulsante del porto, ovvero lo scalo commerciale – spiega Matteo Paroli, segretario generale Adsp -. Il padiglione sarà completamente ristrutturato con tecnologia e impianti all’avanguardia previsti dagli standard europei. Cosa innovativa: sarà su due piani. Il progetto prevede l’organizzazione del presidio sanitario in tre zone: una da destinare ai controlli dell’UsmafUfficio di sanità marittima; due da utilizzare per i controlli del Pif-Uvac Posto ispezione frontaliero-Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari sulle merci alimentari. Sarà una struttura d’avanguardia nel panorama nazionale e internazionale, tra le più moderne ed efficienti in Adriatico».

L’ex Tubimar

«Oggi viene posta la prima pietra di un’infrastruttura importante, nella quale si accentreranno le attività di controllo sanitario e doganale delle merci che il porto di Ancona riceve e movimenta, con evidente velocizzazione delle procedure di uscita verso la destinazione ove esse verranno lavorate» commenta il contrammiraglio Enrico Moretti, direttore marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona.

«La competitività di un porto si misura su diversi fronti, uno di questi è sicuramente quello dell’efficacia e dell’efficienza con cui si offrono i servizi obbligatori e non – afferma Ida Simonella, assessore al Porto del Comune di Ancona -. Questo intervento è un ulteriore tassello per la crescita del porto e della città».

DATI CONTROLLI IMPORTAZIONI USMAF ANCONA 2019: alimentari 14%, non alimentari 86% per un totale di 2.760 partite (384 alimentari, 2.376 non alimentari). Le merci non alimentari sono: dispositivi medici (1.093); moca – materiali e oggetti destinati al contatto alimentare come piatti, posate, utensili da cucina, piccoli e grandi elettrodomestici (1.015); cosmetici (138); manufatti in piuma come giacche e giacconi (107)¸capelli e aghi per tatoo (23).

CONTROLLI IMPORTAZIONI PIF-UVAC POSTO ISPEZIONE FRONTALIERO-UFFICIO VETERINARIO 2019: numero partite 1.439. La maggior parte dei controlli ha riguardato prodotti freschi e congelati in container e su camion, preparati per l’alimentazione e mangimi ad uso zootecnico e per gli animali d’affezione.