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Porto di Ancona: traghetti dove c’erano i silos e yacht nella banchina davanti Fincantieri

Il progetto di trasformazione del Molo sud dello scalo dorico potrebbe completarsi entro l'estate 2022. Ecco i dettagli e i benefici che apporterà

Porto di Ancona

ANCONA – Traghetti dove un tempo c’erano i silos e mega yacht nella banchina antistante l’ingresso di Fincantieri. Una vera e propria trasformazione per il porto di Ancona che potrebbe completarsi entro l’estate 2022. Il progetto, che ha avuto il via libera dal comitato di gestione dell’Authority e dal Comune per “non contrasto” con il Prg, prevede alle banchine 19, 20 e 21 del molo sud, in precedenza dedicate ai traffici di cereali e ora libere dai 46 silos demoliti, l’attracco di traghetti anche extra Schengen. Si tratta di un’infrastruttura con una lunghezza complessiva di 420 metri e una superficie di 21.400 metri quadrati dove si possono accogliere i traffici di merci varie, passeggeri, ro-ro e ro-pax.

Questo permetterà di liberare le banchine 8, 10 e 11 davanti alla Capitaneria di Porto utili agli operatori per picchi estivi di traffici passeggeri e mezzi, linee stagionali e commerciali. Lo spostamento ridurrebbe di circa 158 mila i chilometri percorsi l’anno da auto e tir all’interno del porto storico per le attività di imbarco e sbarco per i Paesi di destinazione, con una naturale diminuzione anche delle conseguenti emissioni.

Infine, alla banchina 7, nell’area antistante l’ingresso Fincantieri, potranno ormeggiare yacht di grandi dimensioni che transitano in Adriatico, per scali tecnici, sosta e manutenzioni.

Nella foto da sinistra: Paroli, Simonella, Giampieri e Moretti

«Questo progetto, sul quale si è lavorato da tempo, fa parte di una fase di ripartenza dello scalo che, pur segnato dal tremendo incendio, vuole mettere in campo tutte le energie positive indispensabili per reagire- afferma Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -. Un progetto che recupera banchine per lo sviluppo commerciale e che guarda ad una strategia futura che coniuga sviluppo e sostenibilità».

«Il nuovo spazio portuale porterà il porto di Ancona ad essere più competitivo sia sotto il profilo commerciale che ambientale – commenta il comandante del porto di Ancona, ammiraglio Enrico Moretti -. Il trasferimento delle navi traghetto provenienti dai Paesi extra Schengen presso le banchine 19-20-21 permetterà, infatti, di allontanare dal centro cittadino i disagi connessi con il traffico veicolare in imbarco/sbarco, nonché con l’inquinamento acustico generato dai motori delle navi».

«La soluzione che si prospetta è quella in cui vincono tutti. Vince il porto, che rafforza la sua posizione di leader in Adriatico nel traffico traghetti, vince l’operatività: si mette a reddito anche la banchina 7 per unità da diporto di grandi dimensioni per manutenzioni o transiti, vince la città perché si riconfigura il business portuale e il sistema di security rendendoli più compatibili con la città storica e il waterfront» sottolinea l’assessore al Porto del Comune di Ancona, Ida Simonella.

«L’esigenza di dare risposte ai bisogni degli operatori portuali nei tempi rapidi ci ha indotto a utilizzare lo strumento dell’adeguamento tecnico funzionale che l’ultima riforma della Legge sui porti ha messo a disposizione per andare in tempi certi a modificare le destinazioni di funzione di banchine e aree portuali – dichiara il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli -. Il coordinamento con la Capitaneria di porto e con l’amministrazione comunale è stato essenziale al fine di completare il procedimento istruttorio in tempi estremamente contenuti e consentirci quindi adesso di poter affrontare in sede tecnica, di fronte al Consiglio superiore dei lavori pubblici, tutte le successive fasi di approvazione della variante».