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Porto di Ancona, presentato il progetto per il restyling dello storico mercato ittico

Il volume dell'investimento ammonta a circa 3,5 milioni di euro. Sarà completato entro due anni e mezzo. Tecnicamente si lavorerà su una superficie di 4200 mq

Conferenza Porto
Da sx Pandolfi, Moretti, Giampieri e Simonella nel tavolo della conferenza

ANCONA – È stato presentato questa mattina presso la Sala Marconi dell’autorità portuale del Porto di Ancona il progetto per il restyling del mercato ittico situato nel cuore del Mandracchio, tempio storico della pesca anconetana. La struttura sarà rifatta nei canoni della modernità e della sostenibilità offrendo al capoluogo marchigiano un arricchimento sotto tanti fattori, tra cui quello del turismo.

A livello di numeri la risposta è stata più che positiva, basti considerare i 17 studi professionali di tutta Italia che si sono contesi il bando per effettuare il nuovo volto del mercato creato nel 1948 dall’architetto Gaetano Minnucci. Ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento temporaneo di professionisti Acale srl, Gea società cooperativa e Acale studio associato di Ancona rappresentato dall’ingegner Guido Gambacorta.

Il progetto

A fronte di un investimento complessivo di circa 3,5 milioni, entro febbraio sarà pubblicato il bando per la realizzazione dell’intervento i cui lavori partiranno presumibilmente in estate per durare circa due anni e mezzo. Tecnicamente si lavorerà su una superficie di 4200 mq (su una superficie totale di 4717 mq) a cui si aggiungeranno volumi dall’articolata forma “ad onda” dell’edificio principale e storico. Fra gli obiettivi del progetto – si legge nella presentazione – «c’è il rafforzamento dell’identità del mercato ittico, come luogo di lavoro strategico, valore architettonico, legato alla tradizione e sintesi del rapporto fra il mare, la città e il territorio».

Il ristorante secondo il progetto

Sarà creato anche un ristorante (superficie di 250 mq) che avrà 70 posti e valorizzerà il prodotto ittico locale offrendo una cucina tipica e a chilometro zero. L’Autorità di sistema, per il progetto del mercato ittico, ha ottenuto 850 mila euro da un bando della Regione Marche legato alla modernizzazione delle infrastrutture legate alla pesca. Inoltre, al pian terreno del nuovo edificio sarà ospitata la sala lavaggio cassette e il locale deposito di cassette in plastica riciclabile all’interno delle quali confluirà il pescato da vendere e trasportare. Al primo piano, invece, saranno allestiti gli uffici e la sala per i gestori della pesca delle vongole.

I numeri

Il mercato ittico anconetano commercializza esclusivamente pesce fresco di grande varietà e qualità pari a 1800 tonnellate all’anno. Il volume di affari è di circa 10 milioni di euro all’anno. Al mercato fanno capo 40 imbarcazioni di cui il 95% di Ancona con un impiego di circa 1000 persone. Quotidianamente il mercato lavora 3-4 mila cassette di pesce fresco contenute in altrettante cassette di polistirolo difficilmente recuperabile.

Gli interventi dei presenti

Rodolfo Giampieri (presidente autorità di sistema portuali del mare Adriatico centrale): «Ancora oggi, a distanza di più di 70 anni dalla sua costruzione, il mercato ittico conserva tutta la sua valenza funzionale. Il progetto di riqualificazione, su cui c’è stato un proficuo confronto con le istituzioni, i pescatori, gli operatori, la Soprintendenza per valorizzare un edificio storico vincolato, rappresenta un rafforzamento e un miglioramento operativo e tecnologico di uno dei settori principali dell’economia portuale, quello della pesca. È poi un ulteriore passo nella ricucitura del legame fra il porto del lavoro e la città».

Ammiraglio Enrico Moretti (direttore marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona): «La struttura del mercato ittico come luogo di congiunzione fra l’attività di pesca e il passo successivo che è la commercializzazione, una volta rigenerata e con la particolarità della sua posizione, favorirà il ruolo di cerniera fra quella parte del porto e il tessuto urbano, che in quella zona sta avendo un’importante riqualificazione. Contare su una struttura adeguata all’esercizio dell’attività commerciale, successiva alla pesca, favorisce, anche da parte nostra, i controlli che sono svolti sempre con rigore ed equilibrio».

La nuova facciata del mercato ittico

Guido Castelli (assessore al Bilancio della Regione Marche): «Questo progetto nasce dal desiderio di valorizzare il mercato ittico di Ancona, risorsa importante per le attività commerciali della città dorica, dove vi giungono acquirenti locali, dalla Riviera romagnola, dal Centro e dal Nord Italia, attratti dalla varietà e qualità del pescato. Attraverso il cofinanziamento Feamp-Regione Marche di 850 milaeuroil progetto ha lo scopo di realizzare l’adeguamento strutturale dell’edificio e l’ammodernamento dell’attività di vendita dei prodotti ittici mediante l’efficientamento energetico e il potenziamento della sicurezza della struttura. Questo luogo simbolo dell’economia e del lavoro del settore pesca sicuramente sarà un punto di riferimento per la nostra regione che, oltre a rinsaldare i rapporti tra città e operatori della pesca, valorizza e rafforza il legame fra territorio e porto».

Ida Simonella (assessore al porto del Comune di Ancona): «È un intervento che ha un profondo significato per la città e per diversi motivi, innanzitutto riqualifica un edificio secondo logiche di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico che va preso come modello per altri interventi. Inoltre rafforza le funzioni e gli utilizzi della filiera della pesca in un’ottica moderna, che coniuga vivibilità e sviluppo. S’inserisce, infine, in quel tassello di trasformazione complessiva della città che oggi è appunto interessata principalmente dalla riqualificazione degli Archi e della Mole, ovvero di una zona strategica nella cerniera porto-città».

Gino Sabbatini (presidente Camera di Commercio delle Marche): «L’economia marchigiana, legata alla risorsa mare, vede nella pesca e nell’eccellenza del mercato ittico uno degli aspetti più notevoli che coniugano sviluppo e identità. Riteniamo davvero strategica questa operazione di riqualificazione di un luogo produttivo che conferisce valore aggiunto all’area portuale e alla città, baricentro economico del medio Adriatico».

Nicola Pandolfi (direttore dell’Assoproduttori pesca e concessionario gestore del mercato ittico): «L’opera di ristrutturazione e risanamento sarà fondamentale per la pesca e il porto consentendo di realizzare, all’interno dell’edificio, progetti innovativi come il Centro spedizioni molluschi. Fa parte di un processo in evoluzione che permetterà di avere un mercato ittico sempre più moderno anche per la commercializzazione del pescato».