Pesaro, trovato morto in casa. L’autopsia conferma l’infarto

L'autopsia ha confermato il decesso dovuto a cause naturali. A vegliarlo, due dei suoi dodici pitbull che allevava e teneva in abitazione

carabinieri
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PESARO – Era stato trovato morto in casa con dei liquidi corporei accanto. In un primo momento sembrava potesse trattarsi di sangue ma il fatto che non ci fossero segnali di effrazione o segni sul corpo avevano fatto propendere gli inquirenti per una morte naturale. L’autopsia eseguita lunedì sul corpo di M. P., 47 anni, ha confermato infatti che a stroncarlo è stato un infarto.

Non sono voluti mancare i suoi fratelli venuti dal meridione. L’uomo era stato trovato nella sua abitazione di via Zambonini a Montelabbate. Era seduto su un divano. L’odore nauseabondo aveva insospettito i vicini che hanno dato l’allarme. A vegliarlo c’erano due dei suoi 12 cani, razza Amstaff, che l’uomo allevava e teneva nella sua abitazione, tra cui otto cuccioli.

Aveva dei problemi di salute legati al diabete ed era anche seguito da un punto di vista psichiatrico, tanto che ricorreva all’uso di alcuni farmaci. All’inizio di luglio era infatti finito alla ribalta della cronaca per aver staccato a morsi un orecchio al tecnico della caldaia che stava facendo manutenzione. Il tecnico era venuto a controllare la caldaia e aveva trovato i cani nel vano, aveva chiesto che venissero allontanati e l’uomo di colpo lo aveva aggredito strappandogli un pezzo di orecchio. Era stato arrestato e al giudice aveva raccontato di aver perso la testa per non aver assunto medicinali.