Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Pesaro, slot e grattini, 108 persone in cura per la dipendenza da gioco

I dati del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl parlano di un fenomeno radicato. Qualcuno si è giocato la liquidazione. Ma Cna e Cisl provano a lanciare un segnale

PESARO – Gioco d’azzardo, una patologia sempre più radicata tra le persone. C’è chi prova a lanciare un segnale e chi aiuta i pazienti a uscire dal giro delle slot e scommesse.
Il sindaco di Fratterosa ha limitato l’orario d’accesso alle videolottery. Segue un provvedimento adottato già tre anni fa dal Comune di Pesaro. L’orario delle sale giochi autorizzate, comprese le sale Vlt (video lottery terminal), sale Bingo, sale scommesse è fissato dalle ore 10 alle ore 23 di tutti i giorni, festivi compresi.

Rispetto al provvedimento di Fratte Rosa arriva il plauso della Cisl: «Bene, siamo fiduciosi che a breve anche in tutto il territorio provinciale i sindaci adottino con coraggio tale provvedimento. I dati statistici, evidenziano come le risorse giocate sono in netto aumento con incrementi significativi e per questo, a nostro modo di vedere, siamo di fronte ad una tragedia sociale».

Secondo gli ultimi dati di AgenziaDogane e Monopoli il comune di Pesaro ha una popolazione di 94.958 abitanti con un reddito pro-capite pari a 20.567,26 euro. In media ogni cittadino spenderebbe 1322 euro l’anno alle slot, grattini, videolottery. Solo a Pesaro sono stati buttati 125 milioni di euro, di cui 100 milioni sono tornati sotto forma di vincita. Nei comuni di Fano e dell’entroterra della Valle del Metauro si sono spesi in gioco d’azzardo 39.181.004 rispetto ai 17.798.000 dell’anno precedente di cui 19.913.200 nel solo comune di Fano con una spesa procapite passata da 216 euro a 429 euro. Nel solo comune di Fano in slot sono stati “bruciati” 12.022.101 euro con una spesa procapite di 238 euro.

Sono 108 le persone in cura al Dipartimento dipendenze patologiche Area Vasta 1 per la dipendenza dal gioco d’azzardo. Tra questi anche 7 di età compresa tra i 20 e i 24. Le fasce di media età sono le più colpite. Ma anche gli over 65 giocano pesante: 11 in cura. Infatti gli accesi volontari sono 68, ma 24 persone vengono spinte dai familiari, 6 casi anche da motivi giudiziari. Giocano tutti, da chi ha la quinta elementare a chi ha la laurea. Agli uffici riferiscono che «chi arriva qui ha già intaccato pesantemente il patrimonio famigliare, c’è chi si è giocato la liquidazione e chi la pensione. È un gioco alimentato dalla sete di rivalsa, ma non sempre funziona. Spesso è accompagnato da un consumo di alcol».

I pazienti in cura per i disturbi da alcol sono 496 di cui 9 sono giovanissimi tra i 14 e i 24. Qui gli accessi sono volontari in 205 casi, mentre spinti dai servizi sanitati per 111 casi perché emergono patologie correlate al bere.

La Cisl plaude anche alla «scelta della CNA, di promuovere corsi per la prevenzione del gioco d’azzardo compulsivo, scelta,  che rappresenta sicuramente una forte azione di contrasto alla sua diffusione i cui effetti nefasti generano povertà, dissolvimento delle relazioni umane e famigliari e portano  le  persone sul lastrico economico. E’ importante che sia la Cna che le altre associazioni Datoriali, promuovano in tutto il territorio della provincia pesarese e ai loro associati percorsi formativi ed informativi per arrivare alla rimozione delle slot e di tutti i sistemi di gioco negli esercizi commerciali. Siamo convinti, che come la Cisl di Fano e Urbino stanno chiedendo da tempo ai sindaci di adottare regolamenti uniformi per il contrasto al gioco d’azzardo, così altrettanto possono fare le associazioni datoriali premendo sulle Amministrazioni Comunali di accelerare il percorso che pone al bando nel territorio i giochi ludopatici e patologici con politiche di interventi alternativi per compensare ed incentivare gli operatori economici ad intraprendere tali scelte. Occorre accelerare il confronto su tali misure in modo che nella nostra provincia giungano forti e netti i segnali di contrasto. I prossimi bilanci comunali devono diventare il luogo in cui si prevedono risorse destinate ai piani di prevenzione e informazione comunali che si aggiungono alle risorse che la Regione Marche mette a disposizione per il contrasto al GAP per gli anni 2019 2021. Occorre agire con determinazione, superando incertezze ed interessi inappropriati per sostenere una battaglia di civiltà e progresso».

Per informazioni sui corsi Cna 348-7009516 / 0721426122