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Pesaro, screening a studenti e personale: 387 classi per 8478 alunni e 1117 docenti

La macchina è pronta dopo le polemiche. Si parte giovedì 28. Il sindaco Ricci: «Operazione sociale, in aula in sicurezza»

La conferenza stampa

PESARO – Via allo screening per studenti e personale delle scuole superiori: coinvolte 367 classi, 8.478 studenti, 1.117 tra docenti e personale Ata, 35 tra medici e infermieri e altri 50 volontari tra CRI e Protezione Civile.

L’operazione di prevenzione promossa dal Comune insieme ad Ail Pesaro, Croce Rossa, Protezione Civile, Aspes e Provincia è stata presentata in conferenza stampa. Dopo le polemiche con la Regione per la disponibilità dei tamponi e le repliche dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini si parte.

«Non era facile trovare medici e infermieri, in un periodo di forte stress per il sistema sanitario italiano – ha detto il sindaco Ricci -. Abbiamo proposto alla Regione il progetto, una storia che conosciamo tutti e che ha portato il Comune ad acquistare i dispositivi per poterlo realizzare. Nessuno di noi immaginava che un’azione di buon senso potesse scatenare polemica e non è nostra intenzione farla. Le Marche potevano essere una delle regioni più sicure d’Italia, per quanto riguarda il rientro a scuola, grazie al fatto che hanno una fornitura molto elevata. Un servizio, che a mio parere, doveva essere fatto in tutto il territorio. A noi interessa che da giovedì la scuola possa essere più sicura. Spero che la Regione torni sui suoi passi, per fare lo screening a tutti gli studenti. Nelle Marche ci sono tamponi per effettuare circa un controllo al mese».  

Screening degli studenti, riorganizzazione del trasporto pubblico e percentuale in presenza, sono state le tre questioni poste a livello nazionale, «che altre realtà italiane e del territorio hanno messo in atto. Nelle Marche, lo hanno fatto ad Ascoli, Moie, Civitanova, Mombaroccio». 

L’assessore alla Coesione Mila Della Dora ha spiegato l’operazione: lo screening coinvolgerà 367 classi, 8478 studenti, 1117 tra docenti e personale Ata, 35 tra medici e infermieri e altri 50 volontari tra CRI e Protezione Civile: una grande squadra messa in campo dal Comune. «Un’operazione importante messa in campo perché vogliamo che i ragazzi riprendano, dopo tanto, la loro attività scolastica in piena sicurezza. Una condizione che loro stessi, anche attraverso i rappresentanti di istituto, avevano indicata come necessaria per il rientro in classe».  

Il primo turno inizia giovedì 28 gennaio, dalle 8:30 alle 13:30 al Mengaroni, Cecchi e Campus scolastico (nel pomeriggio i test saranno effettuati al personale docente e Ata dalle 14:30 alle 18:30). Venerdì 29 gennaio gli screening saranno eseguiti, al mattino, al Campus, Santa Marta e Mengaroni.  

Il secondo turno è previsto il 2 febbraio, con i test in programma al Campus, Santa Marta e Mengaroni e il 3 febbraio al Campus, Cecchi e Mengaroni (in cui confluiranno gli studenti delle scuole del centro storico e quelli della Nuova Scuola; al liceo Marconi tutti i ragazzi del Campus).   

Rispetto a eventuali screening da ripetere con costanza Ricci è stato chiaro: «Speriamo la Regione ci ripensi e possa organizzare i test a cadenza regolare»

L’assessore alla Crescita Giuliana Ceccarelli ha sottolineato: «I ragazzi sono entusiasti di tornare in classe e di riprendere i rapporti di socialità ed empatia sviluppati con gli insegnanti e con i compagni. Questa iniziativa, un supporto sanitario che stiamo offrendo in sinergia con tutta la comunità, è un bel esempio che i nostri giovani siamo certi apprezzeranno». 

Il tavolo dei relatori

In rappresentanza dei dirigenti scolastici, il preside del liceo Marconi Riccardo Rossini: «Felici di riaprire le scuole, ma siamo anche preoccupati perché siamo nel mezzo di una pandemia. La scuola può attivare alla fine, se vengono garantite tre condizioni: vaccinazione del personale scolastico, screening periodico, tracciamento. Questa operazione è la dimostrazione di una sinergia fantastica tra più enti e associazioni».  

I nomi degli eventuali positivi individuati verranno trasmessi da Ail Pesaro (soggetto sanitario che gestisce l’anagrafe dello screening e l’aspetto ella Privacy), direttamente ad Asur che attiverà il classico protocollo di isolamento. «Un’operazione doverosa e giusta – dice il presidente Massimo Sierra – perché guarda al futuro. I ragazzi hanno voglia di tornare a scuola, pur consapevoli di ciò che sta succedendo. Siamo orgogliosi di poter partecipare a questa grande operazione per la città».  

Partner tecnico dell’operazione Aspes: «La prima tranche di tamponi, circa 4500, è stata consegnata – così il presidente Luca Pieri -, insieme ai dispositivi di protezione individuali. Hanno una duplice impiego, sia nasale che faringeo. Comune chiama, Aspes risponde, come già successo qualche settimana fa con i saturimetri, consegnati alle famiglie pesaresi».  

A supporto dell’iniziativa, anche Croce Rossa: «A disposizione ci saranno 30 volontari al Campus – afferma Stefano Palma -. La grande maggioranza dei giovani ha gestito la pandemia con responsabilità, fondamentale dare loro la possibilità di rientrare a scuola in sicurezza».