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Rifiuti pericolosi e calcinacci abbandonati sul Foglia, denunce e sequestri

Oltre 5000 metri cubi di rifiuti tra lastre in eternit, calcinacci e materiale ferroso. Denunciati gli amministratori di tre società tra Vallefoglia e Villa Fastiggi

PESARO – Rifiuti pericolosi, lastre in eternit abbandonate lungo il fiume Foglia, maxi sequestro della Guardia Costiera e denunce. I militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Capitaneria di Porto di Pesaro, nel corso di verifiche ambientali lungo il fiume Foglia, finalizzate ad accertare eventuali violazioni di norme in materia di tutela delle acque e gestione dei rifiuti, hanno trovato all’interno di tre differenti aree produttive di grandi dimensioni, una a Villa Fastiggi e le altre due nel comune di Vallefoglia, voluminosi cumuli di rifiuti sia pericolosi che non pericolosi.

Le indagini, tuttora in corso, sono coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, e si procedete per reati riconducibili all’abbandono e deposito in modo incontrollato di rifiuti. Operando un primo esame dello stato dei luoghi si è potuto accertare che i rifiuti, costituiti da cumuli di lastre in eternit, calcinacci, materiale ferroso e legno, cassoni di camion dismessi e materiale plastico, occupavano una volumetria stimata di circa 5.000 metri cubi ed erano combinati tra loro in maniera incontrollata.

Il personale della Capitaneria di porto ha proceduto a denunciare all’Autorità Giudiziaria gli amministratori delle ditte che gestivano le aree, le cui eccezionali dimensioni complessive sono stimate in circa 70.000 mq e che saranno oggetto di ulteriori verifiche ambientali. Sono state poste sotto sequestro penale circa 20.000 mq ai sensi del Testo unico in materia Ambientale.

Rifiuti abbandonati e sequestrati

I controlli di polizia marittima a tutela dell’ambiente da parte della Guardia Costiera proseguiranno anche nelle prossime settimane, lungo il litorale ma anche nell’entroterra in prossimità dei fiumi, nella consapevolezza che i rifiuti abbandonati a terra e lungo i fiumi, potenzialmente, nel tempo, possono finire in mare con gravi ripercussioni per l’intero ecosistema marino.

I controlli della Capitaneria di Porto