Pesaro, precari e a chiamata: tutti i nodi del lavoro stagionale

La Filcams Cgil e la campagna informativa: «Paghe basse e troppe ore, la piaga dei contratti a chiamata. Serve un bollino etico per le imprese»

PESARO – Lavoro stagionale, tutti i nodi del turismo a partire dai contratti a chiamata che si estendono oltre il weekend. La Filcams Cgil Pesaro ha organizzato al Green Beach di Baia Flaminia un aperitivo informativo sui diritti e le tutele dei lavoratori stagionali del turismo. Un’occasione anche per far conoscere la situazione locale.

«Anche sulle nostra costa molto spesso i diritti di questi lavoratori non vengono rispettati – spiega Loredana Longhin segretaria Filcams Cgil provinciale -. Orari e retribuzioni non a norma rendono questo lavoro ancora più precario. L’iniziativa di sensibilizzazione e di proselitismo si colloca all’interno della campagna nazionale “Backstage il lavoro che non vedi vale”. Per ora è tutto sotto traccia, ma appena finito settembre, come ogni anno, avremo decine di lavoratori che si riverseranno al sindacato e conosceremo le loro storie. Le paghe sono troppo basse in questo contesto rispetto alle ore che si fanno».
Gli occupati nella provincia di Pesaro sono 146.633 di cui 28.590 nel commercio e turismo. Erano oltre 31 mila nel 2012. È finita anche l’era dei voucher che ha visto 242.874 tagliandi da 10 euro venduti nel turismo nel 2016, anno del picco. Un affare da 2,4 milioni di euro a Pesaro.

Il materiale informativo della campagna Filcams Cgil

«Oggi assistiamo a forme di contratto prevalentemente a tempo determinato – continua Longhin – ma ci sono anche tantissimi casi di lavoro a chiamata. Il problema è che questa tipologia dovrebbe essere limitata a un periodo che può essere un weekend, momento di massimo afflusso, ma spesso ci sono lavoratori per tutta la settimana. Spesso non si pensa che dietro una bella vacanza, una spiaggia ben tenuta, ci sono lavoratori che hanno condizioni di lavoro di infimo livello. Per questo abbiamo voluto un presidio per informare le persone».

Ogni anno sono circa un centinaio le vertenze che aprono i lavoratori all’ufficio preposto per rivalersi dei propri diritti. Ma durante l’estate vince il silenzio.

C’è anche chi ha detto che quest’anno mancavano gli stagionali per colpa del reddito di cittadinanza. «Una boutade delle imprese della Riviera sulle difficoltà nel reperire la necessaria manodopera stagionale e in particolar modo la difficoltà nel trovare personale qualificato. Il turismo ha bisogno di professionalità e qualità a partire dal contratto di lavoro e dai diritti. Noi proponiamo a Pesaro un bollino etico, ovvero la possibilità di istituire un marchio per quei locali, ristoranti, alberghi e imprese che assumono rispettando i diritti dei lavoratori, senza straordinari che rientrano nelle paghe e turni regolamentati. La Cgil sarà in prima linea coi lavoratori precari e stagionali», chiude Longhin.