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Pesaro, il recovery plan per valorizzare il San Benedetto, ex ospedale psichiatrico

L'assessore Vimini: "Nonostante la regione abbia abbassato il prezzo, servono milioni per la ristrutturazione. Dall'Europa un'opportunità"

L'esterno dell'ex ospedale psichiatrico San Benedetto

PESARO – Ex manicomio del San Benedetto, l’idea è quella di utilizzare le grandi opportunità che arrivano dal Recovery Plan, per dare nuova vita a spazi e luoghi della città.

Troppo alto il prezzo dell’asta a cui era stato destinato, 8 milioni, ecco il piano B del comune di Pesaro per valorizzare la struttura. Ha una superficie di 17.700 metri quadri, con un volume complessivo di oltre 62mila metri cubi.

«Il nostro paese – spiega l’assessore alla Bellezza e vice sindaco Daniele Vimini – è alla vigilia di una stagione di investimenti pubblici paragonabile solo alla ricostruzione post-bellica. Le opportunità offerte dal Recovery Plan e dal grande bando decreto interministeriale n. 395/20 “Rigenerazione Urbana”, ci mettono davanti a possibilità mai viste per partite fuori portata dei singoli enti e delle singole amministrazioni».   

È il caso del complesso del San Benedetto, di proprietà dell’ASUR, «per la cui ristrutturazione sono necessarie decine di milioni di euro, viste le condizioni in cui versa, ma che rappresenterebbe, se riqualificato, la vera rivoluzione per una delle aree più significative del centro di Pesaro, con evidenti ricadute per un intero territorio». 

Il percorso. «Fino ad ora la Regione Marche è riuscita ad abbassarne a valori credibili il prezzo di vendita, ma questo non è sufficiente viste le ingenti risorse necessarie agli interventi e – aggiunge Vimini – anche alla forte valenza pubblica oltreché di interesse privato, di un bene di questa natura». 

Un progetto rilanciato dal vice sindaco anche durante il Future Day dello scorso 5 dicembre. «Occorre ora uno sforzo di tutti per il San Benedetto, perché se è vero che nessuno può farcela da solo, è anche vero che questa volta, con l’occasione unica del Recovery Fund e rara del bando “Rigenerazione Urbana” nessuno può stare alla finestra o con le mani in mano (ASUR, Comune di Pesaro e Regione Marche ndr), anche per risultare immediatamente credibili e attrattivi verso gli  investitori privati». 

«Auspico e mi adopererò – conclude Vimini – perché dal Consiglio Comunale di Pesaro al neo insediato Consiglio Regionale prevalga più che mai l’interesse collettivo e si lavori unitariamente a questo risultato, in primo luogo attraverso i progetti pilota del bando Rigenerazione Urbana e parallelamente con le opportunità del Next Generation EU. Solo così otterremo un risultato storico che ci consegnerà una Pesaro migliore per i prossimi decenni». 

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