Pesaro, calano le nascite, accorpato il Tonelli. Ok alla riapertura dell’Università

All'assemblea Comunale si è parlato di istruzione, con il dimensionamento degli istituti comprensivi da 8 a 7. Va avanti il dialogo tra Pd e 5Stelle, prove di convergenza

L'assise di Pesaro

PESARO – Polemiche e proteste per la decisione del dimensionamento degli istituti comprensivi a Pesaro. Intanto passa la mozione per la riapertura dell’Università a Pesaro proposta dai 5Stelle e sposata dal sindaco Matteo Ricci, in vista di una convergenza tra i pentastellati e il Pd.

È stato approvata con voti 16 favorevoli su 18 votanti, due contrari, astenuti 11, la delibera di programmazione della rete scolastica A.S 2020-21. Troppe poche nascite, calano i plessi. Nel dettaglio il Consiglio ha approvato di non dar corso alla statalizzazione di ulteriori plessi di scuola dell’infanzia comunale, di istituire il corso ad indirizzo musicale alla scuola secondaria di primo grado G. Galilei, la sperimentazione di un polo per l’infanzia nel plesso Borgo Santa Maria.

Infine ha approvato la riduzione a 7 degli istituti comprensivi del territorio abolendo l’attuale Tonelli, attribuendo i plessi ai restanti istituti comprensivi. Di trasmettere alla Provincia l’atto.

«Occorre fare una premessa – ha spiegato l’assessore Giuliana Ceccarelli –. Il continuo calo della natalità e la consistente diminuzione delle iscrizioni nelle scuole, ha richiesto una valutazione visto il calo della popolazione del 25% tra il 2020 e il 2030. Sono tre gli istituti in sofferenza – ha aggiunto l’assessore -: Galilei, Tonelli e Olivieri (per numero di iscritti) ma aggiungiamo anche l’Alighieri (non per gli alunni ma per i solo tre plessi scolastici e una sola primaria). I dirigenti scolastici erano d’accordo per il ridimensionamento, è quindi un’idea condivisa. Dunque il Tonelli confluirà nell’Alighieri e Galilei. I docenti inoltre resteranno nelle classi di insegnamento in cui si trovano perché non vengono razionalizzati i plessi scolastici. Ancora la continuità. Il personale di segreteria sceglierà dove andare in base alla preferenza espressa e al punteggio. Non si poteva non intervenire».

Un momento del consiglio comunale a Pesaro

In aula genitori e docenti che hanno provato ad esporre lo striscione “Salviamo il Tonelli” ma non gli è stato consentito. Tanto dissenso e malumori: “Così si perde l’autonomia scolastica” hanno detto.

«In merito al passaggio da 8 a 7 istituti, sono contrario rispetto al metodo perché non c’è stata volutamente concertazione. Dobbiamo metterci mano ma non è un atto tecnico infatti è di competenza del Consiglio, quindi politico, si toglie l’unico istituto nella parte nord della città, la sofferenza nei numeri del Tonelli: la struttura non consentiva il decollo. Se la scelta sarà fatta, chiedo comunque che sia garantita la continuità scolastica». Cosi Andreolli della Lega

Si è parlato anche di Università, quella chiusa nel 2014 e che ora si vorrebbe riaprire. Ricci all’epoca decretava “la fine dell’era del decentralismo delle Università”. Ma la mozione con carattere d’urgenza presentata dal Movimento 5 Stelle è stata approvata con 20 voti favorevoli, 6 astenuti.

Pesaro Studi, operativa dal ’97 con 1200 iscritti in momenti di massima frequentazione, era punto di forza per le aziende del territorio e notevole ritorno dell’investimento di decine di milioni. «Sottolineo l’importanza di un polo educativo a Pesaro – ha detto Francesca Frenquellucci 5 Stelle – e di un lavoro condiviso da tutte le forze politiche per valutare l’impatto economico».

Pesaro Studi
Pesaro Studi

«Stiamo cercando di fare crescere Pesaro – ha precisato Antonello delle Noci assessore alla Gestione – nel turismo, nell’economia, e anche nell’istruzione – da sempre abbiamo pensato ad una soluzione giusta per l’università anche allora l’obiettivo non era chiudere l’università, ma dal 97 il mondo è cambiato. C’erano attori, fondazione, camera di commercio, che insieme al Comune si erano fatti carico. Poi scomparsi, abbiamo scelto la chiusura per destinare risorse correnti agli asili (diminuzione tariffe e maestre) e servizi sociali. Poi c’era il problema degli spazi, molto costosi. Con spazi pubblici che il Comune può mettere a disposizione, nuovi contenitori, patrimonio dell’amministrazione comunale, cambiano le cose, per far crescere l’offerta formativa».

Per Baiocchi la mozione è troppo generica ed è «sospetta questa convergenza, che sembra ci sarà, con la maggioranza».

Il sindaco Ricci è soddisfatto. «È un passo avanti concreto per provare a riportare l’università a Pesaro in condizioni fattibili per il Comune. Adesso la presa di posizione del consiglio ci consente di lavorare da subito sull’obiettivo. Impostato in questa maniera il disegno regge e andremo avanti in modo determinato. Nei prossimi giorni chiederò un incontro al rettore dell’università di Urbino Vilberto Stocchi insieme alla consigliera Francesca Frenquellucci (capogruppo M5S) per approfondire il tutto».