Perde la milza dopo un’operazione di appendicite e manda a processo 4 medici: «Sentivo dolori fortissimi, dicevano che ero ansioso»

Contestate le lesioni gravissime a due chirurghi e a due dirigenti medici del pronto soccorso dell'ospedale di Senigallia. Avrebbero sottovalutato una peritonite operando un artigiano di 42 anni due volte in pochi giorni. I professionisti respingono le accuse

L'ospedale di Senigallia
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Prima l’operazione d’urgenza per una appendicite andata in peritonite e poi, a distanza di otto giorni, l’asportazione della milza. Quattro medici dell’ospedale cittadino a processo per lesioni personali colpose gravissime: sono due chirurghi e due dirigenti medici del pronto soccorso. A farli finire sul banco degli imputati è stata una denuncia per presunte colpe mediche fatta da un paziente di 42 anni, un artigiano senigalliese. «Sentivo dolori fortissimi e dicevano che ero ansioso», ha testimoniato oggi l’uomo, al tribunale di Ancona, davanti al giudice Elisa Matricardi e dove è in corso il processo solo per 3 medici (uno dei due chirurghi, per un difetto di notifica, ha un procedimento a parte).

I fatti risalgono al 2011. Era il 13 ottobre quando, stando alla ricostruzione dell’accusa, il 42enne si è recato al pronto soccorso per forti dolori addominali. Lì sarebbe stato visitato da due medici, un dottore di 41 anni, originario della Puglia, e una dottoressa milanese di 52 anni che non avrebbero capito la gravità dell’infiammazione all’appendicite. «In serata sono stato rimandato a casa – ha raccontato l’artigiano – con la prescrizione di prendere degli antibiotici. Sono stato male tutta la notte e al mattino sono tornato in pronto soccorso». Era il 14 settembre e il 42enne è stato sottoposto ad un intervento urgente perché l’appendicite era andata in peritonite. L’operazione è stata effettuata da due chirurghi, una 43enne anconetana (che ha un procedimento a parte) e un 65enne senigalliese. Dopo l’intervento è continuato a stare male. «Avevo la pancia molto gonfia – ha detto il 42enne – e continuavo ad avere forti dolori. Dicevano che era aria». Otto giorni dopo è stato operato di nuovo e i chirurghi hanno dovuto asportare totalmente la milza perché era lesionata.

Secondo l’accusa la lesione sarebbe avvenuta durante il primo intervento. In aula ha testimoniato il medico legale Raffaele Giorgetti, incaricato dal pm per una consulenza. Giorgetti ha riferito in aula che la lesione sarebbe stata una conseguenza del primo intervento senza indicare in che modalità però si sarebbe verificata. «La mia vita è stata stravolta – ha detto l’artigiano – dopo quegli interventi non ho potuto più lavorare e oggi vado avanti grazie all’aiuto di mia moglie». Il 42enne si è costituito parte civile con l’avvocato Cristian Venuti. Il processo è vicino alla prescrizione. Prossima udienza il 3 luglio quando verranno sentiti gli imputati, che rigettano le accuse, e i consulenti della difesa. Per lo stesso giorno è stata fissata anche la discussione.