Papa Francesco a Loreto, le sorprese degli studenti dell’Alberghiero per il Pontefice

Fervono i preparativi per il pranzo offerto al Pontefice e cucinato con grande cura dagli studenti dell'Einstein Nebbia. Un menù sobrio ma molto studiato: farine, vino e olio a km0, e un allestimento specialissimo dedicato a Bergoglio, realizzato con il pane

LORETO – Gioia, entusiasmo e allegria. È così che gli studenti dell’Istituto Einstein Nebbia di Loreto, uno dei fiori all’occhiello dell’istruzione in ambito regionale, accoglieranno la visita di Papa Francesco Bergoglio a Loreto, il prossimo 25 marzo.

Saranno proprio loro, infatti, a preparare il buffet e il pranzo per il pontefice, i cardinali e i vescovi, come chiesto espressamente da Bergoglio. Quattro i ragazzi che prepareranno i piatti serviti al pontefice, mentre tredici tra studenti, docenti e preside cureranno il servizio in sala in occasione del pranzo speciale.

«Abbiamo scelto i migliori – spiega il preside Gabriele Torquati – tra gli studenti che si sono distinti». L’istituto, nato nel 2000 dalla fusione tra Alberghiero e Tecnico commerciale, è un’eccellenza che colleziona riconoscimenti: proprio nei giorni scorsi ha ricevuto il primo premio per la cucina a Gallipoli e il trofeo dei Mille a Reims in Francia. Oltre 1250 gli studenti dei quali più del 10% disabili che possono contare su laboratori specifici e una cucina attrezzata e a loro dedicata. L’istituto è molto forte anche per quanto riguarda l’offerta Erasmus: infatti è l’unico nelle Marche e tra gli unici 10 in Italia a vantare la carta Vet che consente all’Einstein Nebbia di garantire 60 borse di studio per gli studenti dal quarto anno anche oltre i confini europei.

IL PRANZO PER IL PAPA
Nonostante la visita del Pontefice ricada all’interno del periodo quaresimale, fanno sapere dall’Istituto Einstein Nebbia, il 25 marzo si celebra l’annunciazione di Gesù per cui il menù avrà carattere di festività pur nel rispetto della sobrietà. Centotrenta gli ospiti, tra vescovi, cardinali e guardie svizzere per i quali i ragazzi dell’Alberghiero dovranno preparare buffet e pranzo che saranno allestiti nella splendida cornice del Palazzo Apostolico, l’edificio che ospita il Museo Pontificio.

Da sinistra: Alessandra Scarpetta, Francesca Manuali, Gabriele Torquati, Claudia Gambini, Sofia Gaggiotti, Sara Provenziani , Albina Jusufi e Davide Apolloni
I ragazzi dell’Einstein Nebbia di Loreto. Da sinistra: Alessandra Scarpetta, Francesca Manuali, Gabriele Torquati, Claudia Gambini, Sofia Gaggiotti, Sara Provenziani , Albina Jusufi e Davide Apolloni

Al pranzo in compagnia del Papa parteciperanno 36 persone, tra cardinali e vescovi, mentre in una saletta allestita a fianco pranzeranno altri 12 ospiti. Il primo piatto sarà preparato dal personale della Santuario, mentre al secondo, contorno e dessert penseranno gli studenti dell’Alberghiero, entusiasti per il ruolo loro riservato da Bergoglio. Papa Francesco, infatti, ha chiesto espressamente la partecipazione dei giovani a questo servizio, spiega il preside Gabriele Torquati. L’Istituto aveva già lavorato alla preparazione del pranzo per altri pontefici, in occasione delle due visite di Papa Giovanni Paolo secondo e di Benedetto 16mo.

«Quello per Papa Francesco sarà un pranzo pensato al femminile – spiega la professoressa Claudia Gambini, coordinatrice dell’evento – per onorare Maria, visto che il Pontefice ha scelto di venire a Loreto proprio in occasione della festa dell’Annunciazione». Grande spazio quindi sarà dato alle studentesse, oltre che ai ragazzi, con l’obiettivo di «valorizzare la capacità femminile qualche volta poco apprezzata, soprattutto nel lavoro di questi ragazzi che fino a poco tempo fa era ricercatissimo dal punto di vista maschile, mentre oggi, le cuoche, così come le maitre de salle e il personale di sala bar si è affermato anche al femminile», sottolinea la docente.

Il PalazzoApostolico

Un ruolo centrale nell’ambito del menù papale sarà rappresentato dal pane, elemento essenziale del cristianesimo che simboleggia il corpo di Cristo. Proprio per questo motivo alla sua preparazione è stata riservata un’attenzione particolare sia attraverso una ricerca storica sul pane dell’epoca in cui è vissuto Gesù sia attraverso l’elaborazione di un pane originale, ideato dai ragazzi appositamente per Papa Francesco, tra i quali anche uno non lievitato.

L’arcivescovo di Loreto Monsignor Dal Cin nei giorni scorsi si è recato in visita nell’istituto lauretano e nell’occasione ha impastato insieme agli studenti i pani e i dolci che costituiranno le due sorprese che i ragazzi hanno riservato per il Papa. Preparazioni che saranno realizzate esclusivamente con farine biologiche macinate a pietra della tradizione marchigiana a km0. Le stesse verranno utilizzate per preparare il dolce che gli studenti doneranno in ricordo della sua visita al Pontefice. «La nostra scuola si è trasformata nella bottega di Giuseppe», spiega la professoressa Gambini, «un filone, quello della spiritualità che seguiamo da oltre 20 anni servendo i Papi che arrivano a Loreto»

Gli altri due elementi forti della tradizione cristiana sono il vino che simboleggia il sangue di Cristo e rappresenta il frutto del lavoro dell’uomo, e l’olio che rappresenta lo Spirito Santo. Anche in questo caso la tradizione marchigiana giocherà un ruolo essenziale. Due i vini serviti sulla tavola del Pontefice: un Verdicchio e un Rosso Piceno, entrambi a km0, prodotti dall’Azienda Agricola Santa Casa, così come l’olio.

L'istituto "Einstein-Nebbia" di Loreto
L’istituto “Einstein-Nebbia” di Loreto

«Abbiamo studiato un menù semplice e sobrio da offrire al Papa ma allo stesso tempo simbolo della bellezza giovanile. Cercheremo di portare i nostri sogni professionali dinnanzi al Pontefice», spiega Albina Jusufi, che frequenta il quinto anno del corso di accoglienza turistica. Nonostante i piatti realizzati siano avvolti dalla segretezza «dietro la loro preparazione c’è un’approfondita ricerca sulle materie prime», evidenzia Francesca Manuali, del quarto anno del corso di enogastronomia, mentre «il tema dei piatti è incentrato sul cammino lauretano e il pellegrinaggio». «Piatti frutto dell’universalismo della Chiesa» spiega Davide Apolloni del quarto anno del corso di ricevimento, mentre Alessandra Scarpetta, del quinto anno del corso di cucina, pone l’accento sul fatto che l’occasione costituisca «un’opportunità di volare alto».

Dal punto di vista dell’allestimento della tavola anche qui lo stile sarà improntato alla sobrietà: un tavolo imperiale (rettangolare) per «favorire i dialogo tra i commensali e rispettare il carattere di convivialità del pranzo», spiega Sofia Gaggiotti, allieva della sala bar, mentre per valorizzare l’importanza dell’acqua verrà realizzato un apposito buffet, con acque di provenienti da diversi paesi. Ad abbellire la tavola, un candido giglio, quale simbolo di purezza, oltre ad uno speciale, ma segretissimo allestimento realizzato con il pane che probabilmente raffigurerà uno dei simboli del cristianesimo.

La scuola che sta realizzando dei lavori di ampliamento dell’istituto chiederà al Papa la benedizione di un crocifisso e a un quadro realizzato da un professore di arte.