Papa Francesco a Loreto: «La casa di Maria è la casa della gioventù»

Il Santo Padre ha chiesto ai frati cappuccini di tenere aperto il Santuario e la Santa Casa anche in orario notturno, ed ha auspicato una ulteriore valorizzazione del Centro Giovanni Paolo II. Oltre 10mila i pellegrini che hanno affollato la piazza

LORETO – «La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali, specie nella delicata situazione del mondo odierno». Così Papa Francesco si è rivolto alla piazza gremita da oltre 10mila  pellegrini festanti giunti a Loreto da ogni parte del mondo.

Erano 5 anni che la città mariana attendeva la visita del pontefice: l’ultimo a giungere a Loreto era stato infatti Benedetto XVI quasi al termine del suo mandato. Papa Francesco ha voluto essere nella città mariana da pellegrino, scegliendo una data fortemente simbolica, il 25 marzo, quando si celebra la solennità dell’Annunciazione, proprio a rafforzare ancora di più il suo messaggio di affidamento dei giovani e di tutta l’umanità alla Madonna di Loreto.

Una visita di portata storica, quella di Bergoglio: Papa Francesco è stato il primo pontefice dopo 162 anni a celebrare Messa all’interno della Santa Casa, l’ultimo era stato infatti il pontefice marchigiano Pio IX nel 1857. È proprio qui, tra le antiche mura dove un tempo abitò Maria di Nazareth, trasportate nel 1291 dagli angeli fino al colle lauretano, che il Pontefice ha firmato l’Esortazione apostolica post-sinodale, un gesto dal grande valore simbolico, con il quale ha affidato alla Vergine Maria il documento a chiusura del Sinodo dei vescovi tenutosi in Vaticano dal 3 al 28 ottobre 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

La piazza gremita di pellegrini

È raro che un Papa firmi una Lettera post sinodale, prima di lui a rompere questa tradizione fu Papa Giovanni Paolo II nel 1995. Un legame spirituale, quello con il Papa polacco, che Bergoglio ha voluto ancora di più rafforzare: il Santo Padre ha infatti siglato sull’altare della Santa Casa questo importantissimo documento, scritto a mano da lui stesso, in lingua spagnola e concepito in forma di lettera che sarà resa pubblica il prossimo 2 aprile, proprio nella ricorrenza della morte di Giovanni Paolo II.

Prima di uscire sul sagrato della Basilica, il pontefice ha rivolto un attenzione particolare ai tanti ammalati che hanno assistito alla Santa Messa all’interno del Santuario mariano, salutandoli e accarezzandoli quasi ad uno ad uno. A sottolineare ancora di più il suo essere pellegrino a Loreto il fatto che Papa Francesco ha rifiutato il baciamano da autorità e pellegrini.

Loreto «luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione» ha detto il Pontefice, chiedendo proprio per questo motivo ai frati cappuccini di «estendere l’orario di apertura della Basilica di Loreto e della Santa Casa durante la tarda serata e l’inizio della notte, quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione». Il Santo Padre, sempre rivolgendosi ai frati ha chiesto loro di valorizzare ulteriormente il Centro Giovanni Paolo II a livello nazionale e internazionale.

Il Papa a Loreto incontra i fedeli
Il Papa a Loreto incontra i fedeli

Per il Pontefice il Santuario di Loreto «è la casa della famiglia» e dei giovani, un luogo dove «Maria continua a parlare alle nuove generazioni». Famiglia e giovani che devono «camminare strettamente uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita».

Il Papa con la sua presenza nella città mariana «ha voluto ripartire da questa prima famiglia che è la Santa Famiglia e da questa casa dove sono cresciuti due giovani speciali, Maria e Gesù» ha spiegato Monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo di Loreto, sottolineando come Bergoglio abbia voluto dimostrare la «forte unione che c’è tra la Chiesa e la famiglia, che è una piccola Chiesa, e la grande famiglia che è la Chiesa universale».

Prima del suo arrivo nella città mariana il pontefice ha sorvolato in elicottero Amandola, una delle città colpite dal sisma del 2016, rivolgendo loro un saluto e un pensiero particolare a testimoniare la sua vicinanza a quelle popolazioni, come ha riferito il portavoce del Vaticano, Alessandro Gisotti.

«Loreto è il centro della spiritualità delle Marche, primo santuario al mondo mariano», ha sottolineato il parroco del Duomo di Osimo, Don Dino Cecconi, missionario, cappellano e regista di messe domenicali per la Rai.

«Una bellissima festa e un’occasione straordinaria – ha commentato il presidente regionale Luca Ceriscioli – le parole del Pontefice che aspettavamo con trepidazione hanno confermato il ruolo che Loreto ha nel mondo mariano della Chiesa cattolica. Lo ha ribadito, non solo ricordando la funzione che ha avuto fino ad oggi, ma guardando al futuro e proponendo per Loreto una funzione internazionale nei confronti dei giovani, quale punto di riferimento per la loro formazione». Una notizia importante, ha sottolineato Ceriscioli e una «conferma significativa in una giornata veramente di festa dove tutto è andato per il meglio».

Il Papa sul sagrato del Santuario di Loreto

Un incontro molto semplice, quello del Papa a Loreto, come ha evidenziato il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, orgoglioso di ospitare il Santo Padre nella sua città nativa. Il rettore ha tenuto poi a sottolineare la chiarezza del messaggio rivolto dal Pontefice nei confronti dei giovani.

Giovani e malati che sono stati protagonisti di questa giornata: «I malati devono essere accolti dentro la famiglia» ha detto il Santo Padre, chiedendo di non cadere «nella cultura dello scarto che viene proposta da molteplici colonizzazioni ideologiche».

Al termine dell’Angelus gli studenti dell’Istituto Alberghiero Einstein-Nebbia di Loreto hanno donato al Pontefice un dolce preparato con le loro mani, dolce che Papa Francesco ha portato in viaggio con se, di ritorno in Vaticano, per condividerlo con una comunità di ragazzi indigenti. Il Papa si è concesso alla folla dei fedeli attraversando la piazza a bordo della papamobile prima di recarsi a pranzo nel Palazzo Apostolico. Qui gli è stato servito un pasto molto semplice come da lui richiesto ma preparato con grande attenzione e cura dagli studenti dell’Alberghiero. Bergoglio si è intrattenuto con i ragazzi dell’Einstein-Nebbia, complimentandosi con loro, non solo per il pasto ma anche per l’ottima organizzazione dell’intero servizio. Intorno alle 14,15 il Papa ha asciato Loreto per far ritorno in Vaticano.