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Otto marzo di protesta

Una manifestazione a Jesi per dire basta alla violenza maschile sulle donne, sia essa fisica, psicologica o economica. Tante le attività commerciali aderenti. Numeri della Cgil Ancona parlano di una netta disparità tra le lavoratrici donne rispetto agli uomini

JESI – Un fiume di persone oggi pomeriggio ha gremito Corso Matteotti per dire basta alla violenza di genere. “Se le nostre vite non valgono allora scioperiamo”, “No fiori ma uomini per bene” alcuni degli slogan gridati dal corteo che dalla zona pedonale del Corso ha raggiunto Piazza della Repubblica con il teatro illuminato di viola.

Nero e fucsia i colori dell’evento che si è svolto in tutta Italia oggi, dopo la grande manifestazione del 26 e l’assemblea partecipatissima del 27 novembre a Roma, e dopo l’appuntamento nazionale, del 4 e il 5 febbraio, a Bologna. A Jesi sono state numerose le attività commerciali che hanno esposto fiocchi rosa e neri o manifesti della giornata per aderire all’iniziativa, dagli studi legali alle mercerie. Tanti gli uomini che hanno preso parte al corteo.

Lo sciopero di oggi e la manifestazione per “riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi – spiega il movimento nazionale non una di Meno – a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni”. Numeri alla mano a proposito di lavoro, sono stati redatti dalla Cgil Marche su dati Inps: le donne rappresentano la maggioranza di coloro che percepiscono voucher poiché sono 34mila lavoratrici pari al 54% del totale. L’età media si è progressivamente abbassata: se nei primi anni in cui si sono istituiti i voucher, i percettori avevano un’età media di 65 anni, nel 2015 il 40% dei percettori di voucher ha meno di 30 anni, il 21% ha un’età tra i 30 e i 39 anni mentre solo il 9,7% ha più di 60 anni.