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Ospedale di Fermo, i consiglieri Pd in Regione: «Si attivi completamente il Covid hospital di Civitanova»

Intanto il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, come il primo cittadino di Porto San Giorgio Nicola Loira risultato positivo al virus, invita la comunità al massimo rispetto delle norme anti-contagio

L'ospedale Augusto Murri di Fermo

FERMO – I consiglieri regionali del Pd Fabrizio Cesetti, Maurizio Mangialardi e Romano Carancini hanno chiesto la «piena operatività Covid free dell’ospedale Murri di Fermo attraverso il completo utilizzo della struttura Covid-hospital di Civitanova» durante la seduta di oggi del Consiglio regionale.

Alcuni giorni fa tutti i 38 sindaci del Fermano – che hanno inviato una lettera al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e all’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini – si erano mostrati contrari alla posizione dalla giunta regionale che ha stabilito che l’ospedale Augusto Murri del capoluogo, l’unico in provincia, è Covid per tutto il percorso e quindi anche il reparto di terapia intensiva.

Nella proposta dei consiglieri dem viene sottolineato che «l’ospedale Murri di Fermo rappresenta l’unica struttura specialistica con caratteristiche di primo livello nel territorio della provincia. Le decisioni assunte ridimensionano fortemente l’unico ospedale provinciale del territorio Fermano, riducendone notevolmente le risorse finalizzate al soddisfacimento del bisogno di salute e di assistenza proveniente dall’intero territorio per tutte quelle patologie diverse dal Covid-19, con grave e sicuro rischio per la salute dei cittadini. Fin dall’inizio di questa drammatica pandemia l’ospedale di Fermo ha svolto integralmente e doverosamente la sua parte a disposizione di tutta la comunità regionale e continua a farlo ma con severe ricadute sui tempi di attesa per l’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali e di ricovero e ulteriore pregiudizio per i diritti dei cittadini».

I tre consiglieri del Pd hanno quindi deciso di richiedere alla Regione l’impegno a «riattivare, per il completo utilizzo, il Covid hospital di Civitanova e a trasferire nella struttura di Civitanova tutte le aree “Covid dedicate” attualmente attive presso l’ospedale di Fermo quali Malattie Infettive, terapia intensiva e subintensiva, ricorrendo almeno in una prima fase al supporto in termini di risorse umane da parte della Croce Rossa Italiana o della Protezione Civile e di altre associazioni umanitarie per l’immediato e pieno utilizzo della struttura di Civitanova lasciando così la piena operatività del “Murri” quale presidio sanitario Covid free in quanto unico ospedale dell’intera provincia di Fermo. Per quanto riguarda il personale si attinga a tutte le quattro Aree Vaste della regione».

Intanto il sindaco del capoluogo Paolo Calcinaro, anche lui risultato positivo al Covid-19 come il primo cittadino di Porto San Giorgio Nicola Loira, continua a raccomandare la massima prudenza. «Sono tra quelli che sempre ha detto che non ci possiamo permettere un lockdown totale perché sennò il Paese sarebbe perso – ha spiegato -. Una riflessione in questo momento di numeri altissimi però è giusto farla: non si può far notare solo il tasso di mortalità del virus, evidentemente non da peste nera, anche se ovviamente rilevante. Chi ha coinvolgimento polmonare (e parliamo dei ricoverati ma anche di chi, anche per inaccessibilità ai reparti di ospedale pieni, si cura la polmonite a casa) magari si sentirà dire “per vedere se i suoi polmoni torneranno come prima e quindi potrà continuare ogni attività esattamente come prima della malattia bisognerà attendere mesi”, e questo anche ad età non certo alte. E qui non parliamo di raffreddore o colpo di tosse. E qui i numeri si alzano. Non serve l’integralismo nevrotico ma non serve nemmeno la sottovalutazione pressapochistica da autoconvincimento preconcetto».