Opera d’arte definita blasfema esposta durante il festival Ar[t]cevia

L'opera era ben segnalata per allertare i visitatori sul contenuto che poteva ledere la sensibilità di qualcuno ed esposta lontano dalle altre opere. Il sindaco opta per renderla non più visibile

Il centro storico di Arcevia
Il centro storico di Arcevia

ARCEVIA – È polemica in paese per un’opera d’arte esposta durante la mostra collettiva nell’ambito di Ar[t]cevia 2018. La riproduzione di un’immagine della Madonna modificata con carteggi, ricevute e varie di fine ‘800 e scritte è stata aspramente criticata da alcuni visitatori e definita blasfema da un senigalliese. Lo scopo dell’opera era quello di accendere la discussione sulla blasfemia, reato depenalizzato ma ancora molto sentito da parte della popolazione e, soprattutto, dalle istituzioni.

L’opera dell’artista “Alt” era posizionata nel Palazzo dei Priori, in una stanza a sé, con dei segnali visivi e verbali all’esterno per richiamare l’attenzione dei visitatori e allertarli sul contenuto che avrebbe potuto ledere la sensibilità di qualcuno. «Non penso che questo genere di “opera” possa essere considerato arte» il commento più ricorrente.

Pronta la replica della curatrice della mostra, l’assessore alla cultura di Arcevia nonché organizzatrice di Ar[t]cevia Laura Coppa.
«L’opera in questione non è esposta alla mercé di tutti, ma ben nascosta dietro una parete, con l’ingresso evidenziato da un paravento e da due barre segnaletiche a terra. Inoltre, prima di voltare l’angolo per avere visione dell’opera si parerà di fronte un cartello ben leggibile che riporta il seguente avvertimento, preceduto dalla scritta “ATTENZIONE!” in rosso: “I contenuti esposti aldilà della barra segnaletica potrebbero ledere la sensibilità di alcuni. Vi ricordiamo che siete all’interno di un ambiente che, temporaneamente, ospita eventi e fatti artistici in cui la libertà d’espressione e di pensiero non è soggetta a censura alcuna e in cui l’artista può scegliere di non sottostare a costumi o regole dettate da specifiche culturali, religiose o politiche. Se liberamente si sceglie di superare tale limite segnaletico, si sceglie di prendere atto della libera espressione artistica di un individuo“. Inoltre non era esplicata alcuna bestemmia, dato che vi sono due codici distinti: quello verbale e quello iconico. AR[t]CEVIA – conclude la curatrice Coppa – è fatta di tante altre opere e di molti altri artisti di provenienza internazionale, oltre che da una serie di preziosi eventi sparsi in tutto il territorio. Sarebbe bello non si parlasse solo di cosa non piace. Sarebbe bello si parlasse anche di tutti gli altri che fanno semplicemente meno rumore».

Sulla vicenda che sta facendo discutere tutto il paese di Arcevia è intervenuto anche il sindaco Andrea Bomprezzi. «Da oggi la Madonna esposta ad Ar[t]cevia non sarà più visibile al pubblico. La mia decisione è legata principalmente alla tutela della sensibilità religiosa di molte persone, turbate dal contenuto provocatorio dell’opera. Va detto che era esposta in uno spazio a sé della mostra, non visibile insieme alle altre opere, opportunamente segnalata dalla curatrice della mostra, l’assessore Laura Coppa. Ma questa mediazione e informazione non è bastata e come amministratore pubblico devo prendere atto delle proteste. Ora si potrà finalmente tornare a visitare senza pregiudizi Ar[t]cevia, godendone il valore estetico e sociale, uno spazio di libertà creativa che da 11 anni permette a giovani artisti di esporre senza costrizioni. Ar[t]cevia rimane una delle manifestazioni più interessanti dell’arte contemporanea italiana e non può esserne offuscato il valore dalle critiche su una sola opera di un singolo artista».