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Jesi

Jesi: “No allo spostamento della fontana dei Leoni”, comitato referendario al lavoro

Indicati i dieci nomi che promuoveranno il quesito da sottoporre al comitato dei garanti per tentare la strada del referendum abrogativo. C'è anche Andrea Pieralisi

La fontana dei Leoni

JESI – Roberto Vecci, Gabriella Cantarini, Andrea Pieralisi, Stefania Loreti, Giampiero Carducci, Antonella Nicoletti, Andrea Antolini, Stefano Bornigia, Claudia Lancioni, Marco Giampaoletti. Sono i dieci promotori del referendum abrogativo della delibera di consiglio comunale riguardante l’accettazione del lascito di Cassio Morosetti. Si occuperanno di formulare il quesito da sottoporre al comitato dei garanti (composto da un avvocato nominato dall’aula consiliare, un membro della Prefettura di Ancona e il difensore civico regionale ndr.), chiamato a decidere sulla legittimità della consultazione popolare.

“Non possono essere oggetto di Referendum consultivo e abrogativo i piani territoriali ed urbanistici, i piani per la loro attuazione e le relative variazioni“. È questo l’aspetto che più preoccupa quanti si stanno battendo per il referendum abrogativo (ecco come funziona). A fine mese, il consiglio comunale dovrà votare il nuovo piano delle opere pubbliche, dove appunto è prevista la traslazione della fontana dei Leoni con i 2 milioni di euro di Morosetti. La delicata operazione richiederà cinque mesi e dovrà essere completata entro il 22 luglio 2021 (pena la perdita dei soldi del testamento ndr.). Per spostare il monumento serviranno circa 800 mila euro. I restanti 1,2 milioni verranno utilizzati, nei piani dell’amministrazione, per sistemare le due piazze oggetto dei lavori, abbattere le barriere architettoniche in città, realizzare la casa della musica e del cinema al teatro Moriconi, allestire gli arredi esterni del nuovo centro alzheimer in costruzione (finanziato con 800 mila euro sempre da Cassio Morosetti) e riportare la statua della madonna loretana con bambino sopra l’Arco del Magistrato.

Se l’ipotesi referendum fosse approvata dal comitato dei garanti, a differenza ad esempio di quanto accaduto con la statua di Pergolesi, il coinvolgimento dei cittadini non potrà andare in scena prima del mese di marzo 2021: ciò significa, di fatto, che la fontana non potrà essere più spostata, a prescindere dall’esito, non potendo più rispettare la data ultima del 22 luglio. Un’eventualità che avrà indubbiamente conseguenze politiche sull’attuale giunta.

«Il referendum ovviamente bloccherebbe la questione – spiega il sindaco Bacci – ci attendiamo responsabilità. Si creerebbe un precedente che potrebbe avere effetti dirompenti sugli anni a venire, è uno strumento che negli anni non è mai stato usato. Se qualcuno lo vuole proporre, lo faccia il prima possibile».