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No ai bazar in centro a Pesaro, Ricci: «Non è razzismo, vogliamo tutelare il commercio e la qualità»

Il sindaco rimbalza le critiche: «Polemiche strumentali, difficoltà croniche in centro. Nessuna discriminazione»

Matteo Ricci

PESARO – Fuori i negozi etnici e bazar dal centro storico, dopo le polemiche apparse sui social e di alcuni esponenti politici, il sindaco Matteo Ricci ci tiene a chiarire e sgombrare il campo dalle polemiche.

«Ci teniamo al decoro del centro storico, l’operazione portata avanti dall’assessore Frenquellucci è volta a tutelare la qualità. Ho sentito però commenti surreali degli stessi che magari si scandalizzano quando vedono un negozio che vende mutande.

Chiariamo che il regolamento riguarda via Branca, via Rossini, via San Francesco e Corso XI Settembre. Da adesso in poi non possono aprire attività merceologiche indistinte, dunque no ai bazar, ai distributori automatici, alle attività di cibi d’asporto se non tipiche del territorio, ovvero nè kebab nè McDonald’s. No anche ai cambio moneta, phone center, transfer, compro oro, centri scommesse, sexy shop, lavanderie automatiche e sale da gioco».

Dopo la premessa il sindaco entra nel merito: «Parliamo di un’area commerciale che vive una crisi cronica e che soffre della concorrenza delle vendite on line e gli affitti alti. Crediamo nelle liberalizzazioni quindi nel resto della città non ci sono problemi. Ma vogliamo tutelare il commercio in momento difficile. Quindi bando alle polemiche sterili.

Le strumentalizzazioni vengono fatte da chi non ha letto il regolamento, perché accusare me di discriminazione è difficile, sono antirazzista. L’azione del decoro è solo una parte della strategia di qualificare il centro storico. Negli anni abbiamo liberato il centro dalle auto in piazza del Popolo, davanti ai musei civici, nel Corso e al Conservatorio per restituire spazi alla città. Abbiamo cambiato le insegne dei contenitori culturali e delle attività economiche.

Andremo avanti sostituendo i totem pubblicitari con una cartellonistica digitale e nuova. Rifaremo il selciato in piazza del Popolo. E si aprirà una stagione di investimenti anche grazie al Pnrr nei contenitori culturali, dall’ex tribunale finanziato per il museo della motocicletta, il San Domenico, l’ex intendenza di Finanza, il San Benedetto e palazzo Mazzolari».