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Ancona

No all’hotel al Parco del Cardeto

Ancona si sveglia tappezzata di striscioni: le tre associazioni A2O, ORA e Spazio Comune Heval lottano contro la realizzazione di hotel all'ex caserma Stamura nel parco

ANCONA- “L’ambiente non ha costo, lo ribadiamo, il parco è nostro”, “No Hotel al Cardeto”. Città tappezzata da striscioni, esposti in punti ben visibili e frequentati, contro la costruzione di un hotel all’ex Caserma Stamura nel Parco del Cardeto. Con questo gesto A2O, ORA e Spazio Comune Heval, vogliono sensibilizzare la cittadinanza sulla questione. Le tre associazioni annunciano, in una nota stampa, la loro partecipazione alla rete di coordinamento di associazioni e cittadini contrari a questa ipotesi e contrari alla variante urbanistica necessaria per realizzare la struttura.

La miccia è esplosa dopo che il sindaco Valeria Mancinelli ha ribadito nei giorni scorsi l’idea di costruire un albergo al Cardeto. Le tre associazioni annunciano battaglia, proprio come è stato fatto per salvare gli Ex Mutilatini a Portonovo. «Stiamo già lavorando ad una proposta concreta, che renderemo pubblica agli enti preposti, ai cittadini, e alla rete nelle sedi di discussione e riflessione che si creeranno nelle prossime settimane- annunciano le associazioni-. Intendiamo proporre una visione politica di lungo periodo che abbia come obiettivo quello di riavvicinare gli studenti e i giovani al Parco del Cardeto, nella tutela della fruizione pubblica e dell’ambiente unico del parco, e di riavvicinare l’Università alla vita attiva del contesto cittadino. Cerchiamo una soluzione che non sia frutto della logica emergenziale volta ad ottenere un guadagno economico attuale, a discapito della comunità cittadina».

A2O, ORA e Spazio Comune Heval proseguono. «Riteniamo che sia importante e necessario affrontare una questione come quella del cambio di destinazione d’uso della Caserma con la partecipazione più attiva e diretta dei cittadini che lo desiderano, ascoltando con apertura e dialogo le idee e le alternative che i cittadini e le associazioni proporranno. Il fatto che la Giunta comunale abbia secretato l’accordo intercorso con la società delegata alla vendita dell’immobile, è il primo passo verso una gestione opposta a quella che noi auspichiamo».

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