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Negozi chiusi la domenica: turnazione è impraticabile per la Confcommercio, meglio riflettere a livello locale

Il direttore si chiede: come fanno da Roma a sapere quando conviene per le attività della spiaggia di velluto tenere aperto o rimanere chiuse?

Massimiliano Polacco

SENIGALLIA – Aperture domenicali sì o no? Il tema lanciato dalla proposta del vicepremier Di Maio di tenere chiuse la domenica le attività commerciali e i negozi sta dividendo l’opinione pubblica. Da un lato c’è infatti chi lavora nei festivi e vorrebbe quindi dedicarsi ad altro; dall’altro però c’è chi ne ricaverebbe un mancato guadagno. E infine c’è chi ha poche possibilità di dedicarsi allo shopping negli altri giorni.

Tema delicato e complesso dunque, che può portare a diverse conclusioni: attualmente il sistema italiano prevede poche restrizioni (i giorni festivi come il natale, capodanno e simili) e anche sull’orario ci sono parecchie deroghe. Inserire delle limitazioni avrebbe per molte persone la sola conseguenza di deviare i flussi commerciali verso l’on line, verso l’e-commerce, distogliendo quindi risorse dai negozi “fisici” e, sul lungo termine, posti di lavoro.

Sul tema interviene il direttore generale Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco, scettico sulla possibilità di turnazione (aperto il 25% delle attività, chiuse le altre) proposta da Di Maio alla Fiera del Levante di Bari.
«Mi sembra una proposta impraticabile perché innanzitutto bisogna capire chi può stare aperto e chi no e soprattutto chi controlla negozi e attività commerciali. Detto questo c’è prima da stabilire a livello nazionale quali e quante siano le giornate di chiusura totale, come a natale per esempio, e poi fare una serie riflessione a livello locale. È qui che secondo me si deve giocare la partita aprendo un tavolo con tutti gli attori interessati. È qui, in una serie di incontri regionali, che si devono analizzare le varie situazioni, comprendere le realtà sociali e commerciali e i flussi turistici per risolvere il problema di quando si deve stare aperti o chiusi».

«Secondo me – conclude Polacco – è improponibile che da Roma sappiano quando è meglio per i negozi della riviera del Conero o della spiaggia di velluto essere aperti o rimanere chiusi. E questo vale sia per la grande distribuzione che per la piccola impresa. Bisogna fare un discorso obiettivo che tenga conto di tanti fattori, in primis la situazione locale».